Cultura

Ragionier Ugo Fantozzi, simbolo di un’Italia strapaesana, stranormale e antimoderna

 

 

di Luigi Iacopino - Infelice e remissivo, sarcastico e tragicomico, malinconico e rassegnato, appiattito e incapace di ribellarsi. Sono stati utilizzati gli attributi più diversi per qualificare Ugo Fantozzi, il personaggio interpretato da Paolo Villaggio in numerosi film che hanno (probabilmente ben) rappresentato una buona parte della società italiana, nella qualità del cosiddetto italiano medio, tanto criticato, spesso forse ingiustamente. Tralasceremo il confronto tra attore e personaggio, le contraddizioni, le debolezze umane e il salto culturale che pure in qualche misura ha influenzato la vita del Paolo interprete nazional-popolare, al pari di Lino Banfi che, dal canto suo, ha saputo ben rappresentare un'altra fetta del popolo italiano e, perché no, del globo intero, se è vero che tutto il mondo è Paese.

Ugo Fantozzi, probabilmente, è stato anche molto di più. Ancora ce lo ricordiamo quando, davanti allo schermo, dopo essersi preso alcuni giorni di malattia, in occasione delle elezioni, “naturalmente anticipate” (noi ancora non abbiamo un governo eletto dal 2011), non perse nessuna tribuna politica finendo, in un momento di delirio burlesco, con il dialogare con i leader politici che volevano accaparrarsi il suo voto. Avverrebbe lo stesso anche oggi. Ma aggiungiamo qualcosa in più. Se dovessimo catapultare la convulsa società odierna dei “diritti umani” – celebre la sua affermazione ironica “com'è umano lei”  nella vita del ragioniere, e della sua famiglia, verrebbe da chiedersi come avrebbe risposto se, ad esempio, qualcuno – magari l'attuale presidente della Camera, Laura Boldrini – gli avesse detto che il padre non è parte in causa nella nascita di un figlio o che la madre – Pina, tanto per intenderci – altro non è che un mero concetto antropologico. Chissà cosa avrebbe risposto se qualcuno gli avesse detto che, come essere umano, non era né maschio né femmina, ma che avrebbe potuto scegliere il proprio genere a piacimento e più volte nella vita. Chissà cosa avrebbe risposto se qualcuno gli avesse suggerito, magari imposto, di interrompere le cure per la propria figlia. Probabilmente non lo avrebbe fatto nemmeno con Bongo, lo scimmiesco marito dell’amata figlia Mariangela.

Lui che tutto sommato era perfettamente calato nella realtà del suo tempo, fatta di timori ma anche di certezze, probabilmente si sarebbe adeguato, magari commentando proprio con il classico “com'è umano lei”. Oppure, in uno dei suoi momentanei scatti di coraggio, avrebbe reagito energicamente ribellandosi a quella che per tutti sembra essere “una cagata pazzesca”. Figura simbolica delle contraddizioni del popolo italiano, dalla vita monotona ma a tratti anche rocambolesca, rassegnato ma a tratti combattivo, credulone ma anche diffidente, era lavoratore e padre di famiglia, ben lontano dagli echi della società liquida della flessibilità e dell'indifferentismo culturale e antropologico, della mobilità e dei “diritti umani” sbandierati per conseguire obiettivi ideologici e consumistici. Nonostante tutto e tutti – come ha ben evidenziato il Prof. Massimo Viglione, docente universitario, storico, saggista e intellettuale cattolico – "aveva posto fisso, cibo in tavola, casa di proprietà, pensione assicurata" e – aggiungiamo – matrimonio con moglie donna, familiare Peroni gelata in frigo, rutto libero. "Oggi invece tutti belli in palestra, senza lavoro, senza pensione assicurata, senza nemmeno più la proprietà dei figli e con cibo traballante".

Ciao Ugo, "comico profeta", ci mancherai.  Probabilmente il tuo "messaggio tragicomico oggi è diventato solo tragico" ma noi continueremo a pensare che il mondo moderno sia diventato proprio una cagata pazzesca. 92 minuti di applausi!

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