Cultura

Leopardi e Jim Morrison: due porte verso l’infinito

 

 

di Marianna Morisani - Penso che scrivere una tesina sia come raccontarsi. Non si tratta solo di studiare imparando nozioni e concetti, è qualcosa di più intimo e introspettivo, un’opportunità per capire chi siamo e cosa vogliamo. Io non so bene chi sono perciò non sapevo da dove iniziare ma ero convinta dovessi rispettare la mia idea di tesina: l’esame non doveva essere solo la fine del Liceo, ma anche l’inizio di una nuova vita animata da un’energia che solo un’importante e storica esperienza come la maturità sa dare. Per ripartire era necessario guardarsi indietro e la tesina doveva proprio riassumere la mia adolescenza, solo così avrei potuto dirle addio. Pensavo a cosa mi era piaciuto studiare nel corso del mio ultimo anno scolastico ma non volevo elaborare una mappa teorica basata su una semplice emulazione di pensieri e idee appartenenti ad autori illustri. Forse era inutile cercare di scrivere la mia tesina, mi avrebbe trovato lei, e così è stato.

Era il primo sabato di maggio e con i miei amici avevamo deciso di fare una passeggiata in macchina. Era una serata piatta e monotona, annoiata guardavo la città dal finestrino. A un certo punto, però, ai miei pensieri cominciarono ad intrecciarsi delle note di una canzone familiare. Quella melodia mi immerse nella sua profondità, cercava di dirmi qualcosa. La strofa che entrò quella sera nella mia testa non era solo composta da parole e suonata da strumenti, voleva svegliarmi da un lungo torpore con il suo messaggio vigorosamente cantato dall’interprete. La canzone da cui trae ispirazione la mia tesina si chiama “Break on through (to the other side)” – Rompere (attraverso) – , suonata dai Doors, e questa è la strofa che ha ‘’aperto le porte’’ del mio esame:

Sai che il giorno distrugge la notte

La notte divide il giorno

Cerchi di scappare

Cerchi di nasconderti

Il tempo imprigiona l’Uomo nel suo ritmo ciclico; la sua evidenza, la sua prevedibilità ci rende schiavi di una realtà che dobbiamo accettare e a cui dobbiamo sottostare. Nessuno può scappare dalla monotonia della vita, dal ritorno ciclico del tempo. Ed è proprio nella canzone “Break on through (to the other side)” che il cantante Jim Morrison esprime tutto il suo disappunto per essere diventato un’altra vittima di questo meccanismo frustrante. Secondo Jim, l’unico modo per scappare è trovare la chiave per aprire le porte della percezione. Il cantante in uno dei suoi aforismi afferma : “Tra il finito e l’infinito ci sono delle porte: e io le aprirò”!

Ma cosa sono esattamente queste porte della percezione?

Molti hanno pensato si trattasse del terzo occhio della conoscenza umana, inquinato da una realtà fatta di convinzioni e costrizioni; io le ho sempre immaginate come delle barriere, al confine del nostro mondo materiale. Jim Morrison pensava di poter varcare i limiti della conoscenza umana attraverso l’uso di sostanze stupefacenti ma a mio parere il cantante trovò nella musica la vera chiave per aprire le porte della percezione. La musica dei Doors è pura catarsi, trascendenza, connubio tra energia e sentimento, accompagnata dalle movenze dionisiache dell’artista che cerca di liberarsi dalla sua prigionia esistenziale, schiacciato tra realtà e immaginazione. Una figura emblematica, a tratti misteriosa, che mi ha ricordato un grande intellettuale studiato nel corso del mio quinto anno di liceo: Giacomo Leopardi, un poeta legato alla realtà che sente e, al contempo, un forte desiderio di infinito in cui riuscirà ad immergersi recitando di come “il naufragar mi è dolce in questo mare”.

Se sfogliamo, ad esempio, lo Zibaldone, diario in cui Leopardi scrive di come l’Uomo, con la sua immaginazione, possiede una doppia visione: con gli occhi vedrà una torre, una campagna, ma con l’immaginazione vedrà altro; triste è chi si ferma ad una vita tangibile perché non vede, non ode, non sente che oggetti semplici. Anche Leopardi cerca una possibile chiave che possa aprire la porta che lo condurrà alla felicità assoluta, o meglio al piacere infinito, che consiste nel placare quello che i romantici chiamavano ‘’Sehnsucht’’, il desiderio del desiderio. Questa chiave Leopardi la trova nell’infinito che apre pienamente le porte dei desideri dell’uomo e placa questa “malattia del doloroso bramare”.

L’infinito si può raggiungere scappando dal presente che è la sola immagine del “vero” e “tutto il vero è brutto”. Invece, ricordando il passato o immaginando il futuro, l’anima non si sente più rinchiusa in una realtà sterile, materiale, meccanica ma prova sensazioni “vaghe e indefinite”. Questo disprezzo per il presente è un altro aspetto che lega il poeta di Recanati a Jim e proprio nella canzone “Break on through (to the other side)”, Morrison canta il suo odio nei confronti della  catena che lo lega  al presente, al reale.

In ascolto serale si può instaurare un interessante paragone tra la canzone “Alabama Song (Whisky Bar)”, suonata dai Doors, e la poesia “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia” del poeta di Recanati. Mentre sia questa poesia e questa canzone ci immergono in un’atmosfera notturna e desolata ed entrambe suggeriscono l’impressione musicale di un’antichissima. Nei loro testi, gli interpreti si rivolgono alla Luna, simbolo di eternità e immortalità, che raccoglie, consolatrice, i dubbi e le preoccupazioni di chi si appella a lei. La Luna si limita ad ascoltarli, senza mai svelare loro il segreto della vita, che custodisce e protegge.

Un ultimo ma centrale tema, predomina nei due testi: l’infelicità umana. Il “Canto Notturno” addirittura richiama il “pessimismo cosmico” leopardiano, in cui l’Uomo, afflitto dal “taedium vitae” (la noia), ha perso “le illusioni” un tempo offerte dalla “natura benigna”. Tra le note di “Alabama”, invece, l’infelicità umana assume la forma di una vera e propria “danza della morte”: certezze che scivolano in un bicchiere di whisky in un’atmosfera macabra e soffocante.

Secondi, minuti, ore, giorni, anni irrimediabilmente allontanano il poeta Giacomo Leopardi e il cantante Jim Morrison, ma dove il tempo distrugge l’arte crea ed apre le porte per raggiungere l’infinito.

NB. In immagine il quadro dell'artista Pietro Annigoni, "Oltre l'infinito".

 

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