Cultura

La sfida non è più tra destra e sinistra ma tra sovranisti e unionisti (sostenitori dell'UE)

di Luca Marturano - Italia 2018. Non riuscendo a capire questo passaggio non si può costruire una piattaforma politica seria per il futuro e rimarremo, quindi, tutti trincerati nella finta dicotomia comunisti/fascisti che non ha più senso se non per aggregare masse informi e disinformate.
Iniziamo quindi a guardare a domani. Questo governo ha come obiettivo principale l'uscita dall'Unione Europa.  Ingenui a non capirlo, chi tra i tanti li crede incompetenti affibiandoli come populisti. 
Alla storia l'ardua sentenza su chi ha ragione: se sovranisti o unionisti. Ai filosofi la sentenza su chi delle due fazioni merita l'appellativo di "realista". 
Il realista è colui che crede nella filosofia di Hobbes e Schmitt.  Il realista è colui che guarda al presente e non al domani. Il realista è uomo d'azione. Il realista è ordine e non caos. 
Così come dalla pace di Westfalia (fine del Sacro Romano impero) nacquero gli Stati, oggi ci troviamo a veder nascere nuovi Stati - che il ciclo della storia saggiamente impone a ogni conflitto - rinnovati e quantomai stanchi di "unirsi" in una morsa senza via d'uscita. Questi Stati aspettano di essere chiamati "realisti". Se essi continueranno a vivere dentro un'unione - ripeto - questo lo dirà soltanto la Storia, giudice universale.

 

(*Le immagini a corredo dell'articolo e in copertina sono del vignettista Alfio Krancic)

 

 
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