Cultura

Opzione Guareschi: dare vita al Mondo Piccolo

 

 

di Paolo Gulisano (La Nuova Bussola Quotidiana) – “Non muoio nemmeno se mi ammazzano”: così aveva scritto nel diario clandestino che teneva nei lager nazisti Giovannino Guareschi. E così è stato. A cinquant’anni dalla sua morte Guareschi, l’inventore del Mondo Piccolo di Peppone e don Camillo, è più vivo che mai, nella memoria affettuosa dei suoi lettori, nelle iniziative che suo figlio Alberto - a sua volta adiuvato dalle sue figlie - porta avanti, così come quelle del Club dei 23, il sodalizio dei lettori guareschiani retto dal vulcanico giornalista e scrittore Egidio Bandini.

Un Guareschi non solo vivo, ma anche vittorioso. Alla fine, dopo cinquant’anni di censure varie, anche la sua terra natale, quell’Emilia un tempo terra “rossa” per antonomasia si è decisa a rendergli il dovuto omaggio. Quando Giovannino era in vita, il Partito Comunista era arrivato addirittura a proibire agli abitanti di Brescello, il paese reggiano location dei film, di prendere parte anche solo come comparse alle lavorazioni cinematografiche. Un divieto che – fortunatamente - fu disatteso ampiamente da coloro che non solo avevano bisogno dei soldi della produzione, ma che - per dirla tutta - in quei film si riconoscevano e che si divertivano parecchio a prendervi parte accanto ad attori come Fernandel e Gino Cervi. Oggi invece nasce addirittura nasce il Busseto Festival Guareschi. La rassegna, a cura dell’Associazione Teatrale Emilia Romagna, è iniziata il 10 novembre, proseguirà fino al 9 dicembre ed è incentrata sul cinema tratto dai testi di Guareschi. Le pellicole verranno proiettate nel Teatro d'Opera di Busseto.

Perché il paese natale di Giuseppe Verdi ha deciso di rendere omaggio al grande scrittore? Perché Giovannino visse gli ultimi anni della sua vita proprio in una frazione di Busseto, Roncole. Anni difficili, sofferti, dopo che gli avevano chiuso il suo settimanale, Il Candido, per volontà politica, e dopo che tutto l’arco costituzionale- come si diceva allora - aveva cercato di ostracizzarlo, di seppellirlo nella dimenticanza. Lo fece persino la Chiesa, la nuova Chiesa post conciliare che Giovannino si era permesso di criticare, per via di quelle chitarre elettriche nelle Messe e i nuovi catechismi “aggiornati”.

Molto è cambiato, da allora, e al tentativo di rimozione e di cancellazione ha fatto posto un doveroso senso di riconoscenza per tutto quello che Guareschi fece per la Bassa emiliana, e così il Sindaco di Busseto Contini, un veterinario di campagna che non avrebbe sfigurato in uno dei racconti di Mondo Piccolo, ha pensato bene di mettere fine ad una vergogna pluridecennale ed organizzare il Festival. Proprio lì, nella terra di Verdi, del Lambrusco, e delle bandiere rosse che non garriscono più perché sono state rimpiazzate da quelle arcobaleno. L’Emilia si inchina dunque davanti ad uno dei suoi figli più grandi, ma il suo esempio dovrebbe essere seguito in tutta Italia. "Il piccolo mondo del Mondo Piccolo non è qui però: non è in nessun posto fisso: il paese di Mondo Piccolo è un puntino nero che si muove assieme ai suoi Pepponi e ai suoi Smilzi, in su e in giù lungo il fiume per quella fettaccia di terra che sta tra il Po e l'Appennino". Così spiegava lo stesso Guareschi.

Così, sempre dall’Emilia, dalla provincia di Modena, da quel “Triangolo della morte” di cui sempre Guareschi fu il primo a denunciare, nasce un’altra importante iniziativa: il Progetto Mondo Piccolo. Si tratta di un gruppo di ragazzi che si propongono di “vivere guareschianamente”. “Vincere il male con il bene. Distruggere ciò che è cattivo per far posto a ciò che è buono: questo fu il segreto di Guareschi” così spiega Luca Biffi, uno dei fondatori. “Bisogna salvare il seme, come insegna don Camillo” aggiunge Chiara, la sua fidanzata. “Ciò che fa il contadino quando il fiume travolge gli argini e invade i campi: bisogna salvare il seme. Bisogna aiutare chi possiede ancora la fede e mantenerla intatta”. L’associazione ha un sito: www.progettomondopiccolo.com. “Siamo lettori di Giovannino Guareschi che, pagina dopo pagina, sono diventati suoi amici fino a condividerne gli ideali, i valori e le passioni” dice Chiara. ”Per questo motivo ci sentiamo ancora di più suoi discepoli e abbiamo deciso di affrontare la vita guareschianamente. È nata in questo modo una rete di amici che vogliono far conoscere questa scelta innanzitutto praticandola per primi nella vita di tutti i giorni e poi attraverso l’impegno culturale e sociale. Una particolare attenzione è riservata ai giovani, trasmettendo loro questo patrimonio con incontri pubblici e progetti dedicati alla scuola”.

Una sorta di “Opzione Guareschi”, per cui ognuno di noi può dar vita a un suo piccolo mondo e aiutare tutti quei piccoli mondi che si muovono tra il Po, l’Appennino e oltre, ovunque essi siano.

Articolo tratto da http://www.lanuovabq.it/it/opzione-guareschi-dare-vita-al-mondo-piccolo

 

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