Interviste

L’intervista a Enrico Montermini: viviamo in una fabbrica della manipolazione

 

 

di Francesco Marrara – Oggi, avremo come nostro ospite Enrico Montermini, altro volto noto che da due anni collabora con il gruppo di Accademia della Libertà.

Raccontaci il simpatico aneddoto di come sei stato trascinato nel progetto di Accademia della Libertà.

«Due anni fa ho conosciuto Ubaldo Croce in Rete nel corso di una discussione pubblica su temi di Storia contemporanea. Fu lui a presentarmi i principali attori dell'iniziativa culturale chiamata Accademia della Libertà. Sto parlando naturalmente di Turrisi, Vitali, Pucciarelli e Pantano. In quel periodo Ubaldo mi contattava tutti i giorni per presentarmi ogni volta “una persona che devi assolutamente conoscere”, come diceva lui. Fatte le presentazioni, Ubaldo faceva partire la diretta straeaming con Hangout per il nostro pubblico e così, mio malgrado, mi ritrovavo in video conferenza per Accademia delle Libertà! Ogni volta riusciva a mettermi nel sacco! La mia attività di blogger è iniziata così. Ancora oggi io e Ubaldo ci ridiamo su: ‘Ti ho scoperto io!’ - dice lui – ‘Proprio come Pippo Baudo scoprì Lorella Cuccarini!’»

Storia, Massoneria, Nuovo Ordine Mondiale, sono le principali tematiche trattate nei tuoi interventi video, davvero viviamo all'interno di una "fabbrica della manipolazione"?

«Purtroppo è così. Esistono documenti che lo certificano in modo inequivocabile. Per esempio il mio amico Emanuele Mastrangelo di Storia in Rete ha rintracciato due rapporti top secret della CIA, scritti tra il 1944 e il 1945, in cui si parla di un'agenzia segreta che deve salvaguardare gli interessi politici ed economici americani in Europa per mezzo del modellamento della pubblica opinione. L'agenzia in questione - stando ai documenti, non alle chiacchiere – ha il completo controllo dell'informazione, del sistema scolastico e del mondo della cultura e tiene sotto un ferreo controllo gli uomini politici europei usando la corruzione o la minaccia di uno scandalo. Questa sorta di Grande Fratello opera in sinergia con il mondo della finanza anglo-americana, che dal 1945 ha il pieno controllo dell'economia europea».

Qual è il vero progetto dell’Unione Europea?

«Il progetto è quello di unire l'Europa attraverso vari step. Il primo step è riuscito: l'unione economica, diretta da un governo economico formato da tecnocrati. Il secondo step sarà l'unione religiosa e culturale per mezzo di un'unica autorità morale, verso la quale ci indirizza la globalizzazione. Il terzo e ultimo step sarà l'unione politica dell'Europa, alla quale ci sta conducendo la lenta ma continua erosione del principio di sovranità nazionale a vantaggio di un organo centrale. Questo organo è la Commissione Europea ed è composta, anch'essa, da tecnocrati non eletti, ma scelti dalle banche».

Stati Uniti, chi e cosa c'è dietro le decisioni del neo presidente Trump?

«I poteri forti erano d'accordo per consegnare la Casa Bianca alla Clinton e solo per questo hanno accettato la sfida di Trump, che sembrava il più improbabile di tutti i rivali. Trump però ha sovvertito tutti i pronostici e ha battuto la Clinton: ecco perché sono tutti contro di lui. Parlo del mondo dell'informazione, della CIA, dello FBI, della Corte Suprema e persino di senatori del suo stesso partito che a pochi giorni dalle elezioni gli hanno voltato le spalle. Ora Trump è a un bivio: tenteranno in ogni modo di bloccare la sua azione con la burocrazia e di tenerlo sotto la costante minaccia di uno scandalo o di un impeacement».

Quanto è importante conoscere la storia d'Italia per riuscire ad interpretare le sfide del mondo contemporaneo?

«Occorre ricordare che l'Italia non si è liberata dal nazi-fascismo: il nostro è un Paese vinto che nel 1943 ha alienato la propria sovranità nazionale attraverso una resa incondizionata. Tutti gli episodi più oscuri della storia italiana possono essere spiegati in questo contesto. È un fardello pesante che ancora pesa sugli italiani come un macigno. Infatti, negli anni Novanta l'intera classe politica italiana fu travolta dagli scandali della corruzione orchestrati da potenze straniere, che in teoria – e questo è forse l'aspetto più inquietante – dovrebbero essere alleati e partner dell'Italia. L'opera di destabilizzazione creata da “Mani Pulite” era funzionale alla distruzione del sistema industriale italiano per mezzo delle privatizzazioni, delle delocalizzazioni e dell'Euro. Tutto fu pianificato nella famigerata riunione segreta sul panfilo della regina Elisabetta d'Inghilterra. In quell'occasione l'Italia fu venduta una seconda volta, come l'8 settembre del 1943. I Badoglio dei nostri giorni sono Prodi, Monti e Draghi. Però – ripeto – tutto questo non può essere compreso se non accettiamo il fatto che nel 1943 l'Italia ha rinunciato alla sua sovranità nazionale».

Perché l’Italia non riesce ad affrontare serenamente la storia del suo passato?

«Perché la Storia è l'ancella del Potere. Fino a quando la politica vorrà sovrapporsi alla storiografia, manipolare la ricerca e censurare l'informazione resteremo tutti prigionieri di un passato che non vuol passare. Così noi italiani siamo condannati a ripetere in eterno gli stessi, identici errori. Un popolo che non è informato non è consapevole, perciò non è responsabile e infine non è nemmeno libero perchè è facilmente manipolabile. Ciò rientra negli obiettivi della massoneria e della grande borghesia finanziaria che tengono in scacco l'Italia fin dai tempi del Risorgimento e che sono i garanti dell'asservimento dell'Italia ai progetti di Nuovo Ordine Mondiale».

 Cosa consiglieresti ad un giovane che come te è appassionato di storia?

«Consiglierei, innanzitutto, di togliersi dalla testa le etichette. Non esiste una storiografia di Sinistra o di Destra: esistono solo la ricerca scientifica e la politicizzazione della storiografia. Si tratta di due cose diverse. Bisogna scegliere da che parte stare: o si fa ricerca e informazione oppure si fa politica. Se tu fai politica sei dentro il Sistema e quindi sei parte del problema: indipendentemente dalle tue simpatie politiche. Se fai ricerca sei nemico dell'establishment e perciò devi essere pronto a subire le conseguenze delle tue azioni .Parliamo ancora di etichette: che cos'è il revisionismo? Per me esiste un solo modo di fare Storia: attraverso la ricerca scientifica. Questa presuppone che l'interpretazione del passato non sia un fatto acquisito una volta per tutte: altrimenti siamo nel campo della Teologia, non della Storia. Il revisionismo è un termine dispregiativo che la politica ha inventato per denigrare coloro che vogliono fare ricerca in modo serio, perché danno fastidio agli equilibri di potere sui quali basa la Repubblica della Menzogne nella quale viviamo. Quanto al complottismo, chiariamo l'origine del concetto: al tempo dell'omicidio di Kennedy un sondaggio commissionato dal Governo americano rivelò che due americani su tre non credevano alla favola della pallottola magica di Oswold; e allora ingaggiarono un'agenzia di comunicazione col compito di screditare quanti affermavano che il Governo mentiva. L'agenzia inventò le espressioni “Teoria del complotto” e “Teoria della cospirazione” che sono oggi universalmente usate per tracciare un solco ben preciso tra il pensiero unico finanziato dal Potere e coloro che ancora resistono, che ancora provano a pensare con la propria testa».

Presto sarà disponibile in libreria la tua prima fatica letteraria. Ci sveli una piccola anteprima?

«Di solito si parla di Nuovo Ordine Mondiale con riferimento all'attualità oppure citando fatti storici accaduti negli Stati Uniti d'America. Spesso non si citano nemmeno i fatti, ma ci si mantiene sul vago presentando ragionamenti filosofici e teorie antropologiche. Io ho inteso spezzare questo circolo chiuso, tendando di documentare come e quando l'Italia fu fagocitata nel progetto di Nuovo Ordine Mondiale. Di più, per ora, non posso dire: do appuntamento a tutti in libreria per il prossimo mese di marzo».

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