Politica Estera

Le barricate in piazza le fai per conto della borghesia che crea falsi miti di progresso

 

 

di Antonio Giuseppe D'Agostino – Dispiace scomodare un cantante come Franco Battiato per commentare quanto sta accadendo all'indomani dei massacri e delle violenze generate dal “referendum” catalano.

Le vicende di questi giorni, che qualcuno vorrebbe cavalcare in nome e per conto di una falsa libertà, hanno solo dimostrato come da entrambe le parti si è tentato di forzare la mano a una vicenda che poteva essere condotto in maniera più equilibrata.

Il Governo spagnolo, fiero della sua unità e delle sentenze costituzionali, avrebbe potuto evitare di usare il pugno duro, permettendo il voto che poi sarebbe stato considerato nullo dalla Costituzione.

Dall'altra parte, l'establishment catalano avrebbe potuto spiegare meglio i reali obiettivi della richiesta di “secessione” dalla Spagna e non cavalcare l'onda di un risentimento atavico della popolazione.

Ma, in effetti, è inutile parlare ora di quello che si sarebbe potuto fare e che non è stato fatto.

Le immagini che hanno scalato le classifiche dei telegiornali internazionali, mettendo in secondo piano persino i recenti attentati nel Mondo, hanno dimostrato come da quel popolo che ha la “tentazione di esistere” (E. Cioran) bisogna comunque diffidare, in quanto rappresenta “un tormento per sé” ed abbraccia qualsiasi possibile aspirazioni nel vano tentativo di emergere.

Un concetto che lascia sulla strada solo sangue e disperazione, violenza e vergogna, e che viene bene evidenziato anche dalle parole del Presidente della Catalogna, Carles Puigdemont.

Secondo quanto riportato dall'Agenzia Ansa, la massima autorità catalana avrebbe dichiarato che l'autonomia deve arrivare “parlando, non vogliamo una rottura traumatica con nessuno, non vogliamo girare le spalle a nessuno”, aggiungendo persino “vogliamo una nuova intesa con lo Stato spagnolo, non vogliamo una non intesa”.

In altre parole, se era il dialogo la via da perseguire, il referendum è stato un inutile strumento per accontentare il popolo e fargli credere di potere contare  e per fare questo un giorno apre al Governo spagnolo e alla possibile intesa, il giorno dopo dichiara l'intenzione di legiferare unilateralmente l'autonomia, 

Il sangue nelle piazze e le violenze sono servite solo per portare nuovamente al tavolo delle trattative il Governo spagnolo, dimenticando i cari rivoluzionari che sono stati utilizzati, ancora una volta, come carne da macello, anche se si potrebbe affermare come “bestie da soma”.

Allontanando per un attimo la passione e i passionari, quello che diventa implicito al sotto-testo è quanto affermato da N. G. Davilàl'amore per il popolo è vocazione aristocratica. Il democratico lo ama soltanto in periodo elettorale”, oppure quando deve mercanteggiare.

Di seguito il link dell'ANSA dove Puigdemont afferma la necessità del dialogo:

 

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2017/10/02/puigdemont-no-a-rottura-traumatica_cd454b4f-5ed9-472c-9e48-6f83ad5d44b3.html

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