Politica Estera

Siria ed Alfie: le due facce del nichilismo occidentale

 

 

di Giorgio Arconte - La settimana appena trascorsa è stata segnata soprattutto da due notizie internazionali e che hanno un denominatore comune: la morte. Ma forse più che di “sora morte” bisognerebbe parlare del “nulla” perché sia il bombardamento americano in Siria, sia l’accanimento eutanasico contro il piccolo Alfie sono frutto di una cultura nichilista sempre più incalzante in un Occidente che, lentamente, sta spegnendo ogni suo anelito vitalistico.

Alfie e la Siria sono apparentemente due vicende molto distinte ed inconciliabili ma se uno scruta a fondo può scorgerne le affinità, sperando anche di rabbrividire perché il “nulla” non è certamente una prospettiva ma una conclusione, ed in questo caso anche drammatica. Da un lato abbiamo un bambino gravemente malato, un ospedale che non vuole curarlo ma che lo tiene in ostaggio, e un giudice che ha sentenziato come «inutile» la sua vita. Inutile per chi? Per cosa? Probabilmente un bambino è inutile per la “società dell’ipermercato” perché è impossibilitato a consumare lì da quel letto d’ospedale, né i genitori possono acquistare freneticamente biberon, vestitini e giocattoli.

Alfie è un malato e costoso anche, quindi va eliminato. Dovremmo tutti interrogarci su questa vicenda perché un giorno potremmo essere anche noi degli inutili malati... è questo il problema: presi dalla frenesia del nostro mondo, difficilmente ci fermiamo a pensare sulle conseguenze di quelli che in maniera roboante vengono acclamati come “diritti umani” ma che in realtà vengono declinati solo in funzione consumistica.

In Siria, invece, abbiamo tanti bambini e molti sono sani, sempre che abbiano ancora le braccia e le gambe attaccate al corpo. Ma anche le loro sono vite inutili davanti alle esigenze dell’idolo Mercato! Che in Siria si stia giocando una sporca guerra di interessi sulle spalle della popolazione civile sembra ormai essere un’evidenza così grossa che alle bugie di giornali e TG comincia a non crederci più nessuno. Il rappresentante permanente della Siria all’Onu, Bashar Jaafari, ha dichiarato, giustamente, che gli Usa con i suoi alleati, «Se conoscevano la posizione delle fabbriche chimiche, perché non lo hanno detto all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche?». La risposta è già nella domanda ma anche nella storia: ancora stiamo aspettando che vengano trovati gli arsenali nucleari di Saddam Hussein in Iraq. Inutile ragionarci sopra, come ha dichiarato il vicario apostolico di Aleppo, monsignor Abou Khazen: «Con questi missili (Usa, Gran Bretagna e Francia, ndr) hanno gettato la maschera. Ora a combattere sono gli attori principali. Prima era una guerra per procura».

L’Occidente tutto ormai sembra essere caduto dentro un buco nero che lui stesso si è costruito. Non si fanno più figli, molti di quelli che vorrebbero nascere vengono abortiti, quelli che resistono e che nascono devono essere sani e perfetti per non essere gettati da una “Rupe Tarpea” e questo destino è riservato anche ad anziani e malati in generale. Si odiano anche i figli delle altre nazioni, in particolare di quelle che hanno risorse minerarie ed energetiche o che sono geopoliticamente strategici, tanto da riempirli di bombe che esplodono gridando senza vergogna giustizia (?) per i diritti umani. Tutte queste sono vittime sacrificate di fronte all’altare dell’idolo Mercato!

Per favore, fermiamoci un attimo e torniamo davvero umani, fermiamoci un attimo e torniamo a costruire un futuro per «questo vecchio pazzo mondo».

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