Politica Estera

Dal Brasile alla Germania monta l’onda sovranista

 

 

di Giorgio Arconte - Non solo in Europa monta l’ondata populista-sovranista, adesso anche il Brasile svolta a destra con la vittoria di Jair Bolsonaro alle elezioni presidenziali. Una vittoria attesa dopo una lunga stagione di corruzione da parte dei governi socialdemocratici guidati prima da Lula Da Silva e poi dall’erede Fernando Haddad. Non a caso il tema della legalità è stato centrale durante tutta una campagna elettorale durissima, ma anche sicurezza e lavoro sono stati i cavalli di battaglia del neo presidente brasiliano in un Paese dove montano la disoccupazione e la criminalità. Solo lo scorso anno il Brasile ha conosciuto circa 64mila omicidi mentre il Pil è crollato di ben 10 punti. Insomma, uno scenario che chiedeva una svolta radicale e così è stato.

Nonostante ciò, il neo presidente brasiliano continua a dover difendere la sua immagini dagli attacchi dei soliti media che lo dipingono come un violento, sessista, omofobo e razzista. Ormai la cantilena è sempre la stessa: la dialettica non entra mai nei contenuti né affronta le problematiche che investono la gente comune, ma si limita ad una feroce campagna diffamatoria. Eppure, quelli che hanno rubato soldi e che adesso scontano anni di galera per corruzione sono politici di sinistra, eppure quelli che hanno fatto sprofondare nel caos sociale ed economico il Brasile sono i socialdemocratici che fino a ieri hanno governato, eppure quello che si è preso una coltellata in campagna elettorale è proprio Jair Bolsonaro. Per fortuna ormai la gente non ascolta più gli isterismi mediatici del mondo progressista e chiede riscatto votando controcorrente.

La conferma arriva anche dalla Germania, dove questo fine settimana si sono svolte le elezioni regionali nel land di Assia. Anche qui si registra il crollo dell’asse liberl-progressista CDU-Socialdemocratici che perdono entrambe ben 10 punti, mentre montano i Verdi e finalmente entrano nel parlamento regionale anche i sovranisti dell’AfD triplicando i loto voti fino ad un ottimo 12%. Tutto ormai lascia pensare che a maggio, con le elezioni europee, il volto del Parlamento UE cambierà radicalmente con l’auspicio che l’onda sovranista riesca ad imporsi. Non bisogna ancora lasciarsi prendere da facili entusiasmi, in realtà non esiste un fronte sovranista europeo né tutti i movimenti identitari che si stanno lentamente affermando in ogni paese europeo possono vantare una grande solidità. Intercettare il malcontento popolare è un passo ma non può restare l’unico. Accanto a questo occorre costruire una proposta politica valida, condivisa e che parta essenzialmente da una visione culturale solida, matura e capace di resistere all’onda d’urto delle manipolazioni mediatiche, strumento potentissimo ancora in mano alla sinistra progressista.

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