Politica Estera

Global Compact: un patto per l’invasione di massa

 

 

di Francesco Marrara – I prossimi 10 e 11 dicembre 2018, a Marrakesh (Marocco), si svolgerà la Conferenza internazionale per l’adozione del Global Compact for immigration. Tale accordo, promosso dall’ONU per garantire una risposta a livello globale sul problema delle migrazioni, ha come obiettivo la creazione di un canale internazionale per l’accoglienza dei migranti e dei rifugiati.

Come già sappiamo l’Italia non parteciperà alla firma dell’accordo, nonostante il presidente del Consiglio Conte abbia deciso - in maniera molto opportuna - di parlamentarizzare il dibattito prima di assumere una posizione definitiva circa la partecipazione italiana al patto.

Cosa potrebbe comportare il Global Compact?

  • Innanzitutto, attraverso la formula «diritti uguali per tutti» si estinguerebbero le differenze tra rifugiati che, secondo la Convenzione di Ginevra, sono tutti coloro i quali fuggono da guerre e carestie ed in quanto tali hanno il diritto di essere accolti e, migranti irregolari i quali, illusi da un nuovo sogno americano, verrebbero spinti ad abbandonare la propria terra d’origine in cerca di fortuna.
  • In secondo luogo, sotto le celate vesti del fantomatico umanitarismo, verrebbe di fatto annullato ogni tentativo di arginare il traghettamento illegale di esseri umani che di fatto sostiene ed alimenta organizzazioni criminali.
  • In ultima istanza, ma non per questo di minor rilievo, l’incoraggiamento della libera circolazione di ingenti masse di uomini e donne, provocherebbe non solo il declino del concetto di confine (sovranità territoriale), ma anche l’incentivo allo sfruttamento di manodopera a basso costo, nonché la definitiva scomparsa di ogni istanza culturale ed identitaria sia in seno a coloro che vengono sradicati dalla loro terra d’origine, sia in seno a coloro che subiscono il fenomeno migratorio.
  • Insomma, creerebbe uno squilibrio sia culturale che socio-economico.Il Patto Globale rappresenta a tutti gli effetti un accordo che ogni Stato sovrano dovrebbe avere il coraggio di ripudiare poiché, dietro la solita filosofia giuridica del politicamente corretto delle Nazioni Unite, si cela in realtà un vero e proprio incoraggiamento all’immigrazione incontrollata. Pertanto, bocciare senza se e senza ma il «Patto di Marrakesh», significherebbe salvaguardare dalle grinfie della mondializzazione la sovranità nazionale.
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