Politica Nazionale

Oscenità, immigrati nudi e accoglienza: il niet arriva dai compagni, ma la colpa è del fascismo

 

 

di Antonio Giuseppe D'Agostino - Strani giorni quelli che stiamo vivendo e che mettono in evidenza l'ipocrisia di un pensiero radical chic che sta lentamente minando la nostra terra all'insegna di un buonismo pietistico che nulla comprende ma tutto accetta.

Nella città di Reggio Calabria, ma il fenomeno è già diffuso e si sta lentamente espandendo, un gruppo di minori non accompagnati si denuda per fare il bagno e chi critica questo atteggiamento collettivo viene condannato ad essere razzista, fascista e mafioso.

Grazie ai social, la disinformazione di stampo retorico qualunquista trasforma il gruppo in un individuo, paragonando il suo atteggiamento a quello di un bambino o alla necessità di pulire e/o cambiare un portatore di handicap in spiaggia.

Un punto di non ritorno, soprattutto per l'intelligenza umana, che scatena qualunquisti, provocatori esibizionisti e vignettisti, pronti a mettere in campo la loro ripugnante retorica in difesa del “povero” bambino, nascondendo e velando la voglia di sacrificare la loro “Ifigenia” in nome di una tolleranza-intollerante.

Questi sociologi dell'ultima ora, psicologi del pensiero unico, pedagoghi di Facebook, ignorando la differenza tra neonato, bambino, pre-adolescente, adolescente e adulto, non ammettono il disagio e il caos che si sta vivendo, per non puntare il dito contro chi quella situazione doveva evitarla e tenerla sotto controllo.

Stiamo parlando di associazioni, cooperative, centri di accoglienza, che dovevano accompagnare i minori e scongiurare qualsiasi possibile oscenità, sia pro sia contro l'immigrato.

Roma, con il suo sesso all'aperto, Reggio Calabria e ora anche Busto Arsizio, rivelano la vuota politica e sterile retorica vetero comunista italiana che fa acqua da tutte le parti, anche se oggi l'Italia, dove il ministro degli Interni è un comunista doc (nonostante la sua folgorazione renziana), si accorge che le cassandre nere e fasciste avevano ragione.

La percentuale degli immigrati che hanno diritto all'asilo è ad una cifra e il flusso di migranti sta letteralmente prostrando l'Italia, che subisce ancora una volta la politica dell'accoglienza ad ogni costo, favorita da ONG e dalle lobby politico-economiche.

Con l'ipocrisia di cooperative, centri sociali, associazioni no profit, che danzano e cantano ogni volta che una nave trasporta questi poveri uomini nei nostri porti, non si fa altro che favorire le mafie che in nord Africa fanno affari su di loro.

L'Italia chiede aiuto e il niet arriva impietoso proprio da quei “compagni” che i comunisti italiani hanno aiutato per arginare la deriva destrorsa europea.

La Francia, la Spagna e l'Austria, chiudono i loro porti e le loro frontiere agli immigrati che chiedono accoglienza e umanità (di poche ore fa la notizia che l'Austria non invierà nessun militare o blindato nell'immediatezza).

Eppure, le “brigate internazionali” si sono spese per combattere la Le Pen francese e l'Hofer austriaco a favore di quei democratici che ora difendono i confini nazionali contro gli immigrati e che chiedono, sempre all'Italia, di regolamentare le ONG.

Tutto il resto rimane implicito: qualunquismo, pensiero dominante, perbenismo sinistroide e pietistico, che non permette nessuna evoluzione, ma vuole solo superare il lutto e il fallimento dell'ideologia comunista e che riesce a trasformare i trenta denari di Giuda in un'ipocrita accoglienza mercificante.

Lo stesso Nicolás Gómez Dávila denunciava questa isteria della collettività e della massa: “la lucidità della coscienza è privilegio di coloro che sono privi della stoltezza necessaria alle convinzioni dominanti”, ed i “compagni” continuano a negare il crollo della loro ideologia, i suoi crimini, il suo razzismo, amalgamando tutto a un convincimento che deve diventare universale.

L'Italia resta l'ultima frontiera di questa incapacità di fotografare la realtà, un Paese devastato e distrutto dalla logica del pensiero unico che vuole che la colpa sia sempre e solo di “un ragazzino con il bomber nero, con i capelli rasati a zero, col braccio teso e che grida Sieg Heil”.

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