Politica Nazionale

Da Magmatica con Marcello De Angelis ed un messaggio per riprenderci il futuro

 

 

di Pasquale Morisani – Serate siciliane per Magmatica, il neetwork mediterraneo delle idee non conformi promosso annualmente dalla comunità militante Cervantes. Rientriamo da questo appuntamento con tante riflessioni condivise e la consapevolezza di come sia tempo di dare concretezza a quella connessione tra realtà impertinenti, per un impegno culturale strutturato capace di generare messaggi comprensibili ed opinioni diffuse.

Incontriamo tra gli ospiti e gli amici anche Marcello De Angelis, sempre instancabile e sorridente anche quando parla dei temi più impegnativi. Naturalmente il focus parte dal suo ultimo libro: “Cosa significa oggi essere di Destra?”.

Ascoltiamo Marcello apprezzandone la semplicità e la coerenza del messaggio, trasmesso sempre con semplicità in modo da essere accessibile a tutti. Lontano dalla retorica e dalla critica anacronistica, si coglie l’intento e la possibilità costruttiva: muovere al dibattito, impegnarsi nell’analisi storica e delle dinamiche che hanno mosso la definizione di Destra italiana, riflettere sull’importanza della battaglia sulle parole, sforzarsi di trovare linguaggi e suggestioni che riescano a tradurre le Idee in apertura diffusa e condivisa tra la gente, uscire da un vecchio breviario e tanto altro. Insomma quel “tanto lavoro da fare” di cui parlammo alla libreria Feltrinelli di Messina mesi addietro e che oggi, alla vigilia di una tornata elettorale che vede il cosiddetto centrodestra in cantiere per vincere, appare sempre più indispensabile.

Su tutto, però, un paio di passaggi trasmettono una luce diversa, forse per l’effetto crepuscolare. Ad esempio il Noi (anteposto all’Io individualista ed autoreferenziale) quale presupposto umano e ideale che rende possibile l’idea di Comunità solidale; il perché fare Politica come destino consapevole di lotta ed impegno  finalizzato alla testimonianza di valori; la necessità di saldare una cornice culturale che renda identitaria e non negoziabile una dimensione metapolitica. Su queste riflessioni il sorriso diviene serio, pieno di forza e segna il passo di come da alcune dimensioni essenziali, l’interesse della Nazione e del suo Popolo su tutte, non ci si possa discostare.  

In chiusura registro un po’ quello che, forse inconsapevolmente, mi aspettavo da una persona come De Angelis che richiama la prassi militante, indotta anche dai giovani verso i giovanissimi, per trasmettere i caratteri fondanti ed i simboli di un mondo politico ed umano identificato come Destra. Era il modo per continuare ad esistere ed a resistere senza forse capire che vi erano delle battaglie (una su tutte quella sulle parole come rimarcato da Giorgio Almirante) che perse avrebbero comunque precluso risultati fondanti. Era un altro tempo, dice Marcello, e oggi forse è opportuno cambiare atteggiamento e strategia, trovare spazi e linguaggi semplici e diretti, aperti alla condivisione diffusa senza dare nulla per scontato e rifuggendo da anacronismi che creano distanze con la gente. Le nostre idee, se illustrate e discusse in termini comprensibili e diretti, sono il sentire di una comunità nazionale che sente il bisogno di conservare la propria storia le proprie identità saldando un legame generazionale ed epocale.

Osservo la reazione dei tanti che colgono il significato politico e rivoluzionario del messaggio che leggo come coraggioso ed essenziale. Applaudono, forse è un primo passo per iniziare a mettersi in discussione su strumenti, linguaggi, prospettive e suggestioni da rendere vive e contaminanti. Un passaggio strategico.  Noi di STANZA101 su questo dibattito, su questi sforzi identitari e sulla ricerca di nuove suggestioni aggreganti abbiamo fondato le nostre radici.

Ormai è sera, un buon aroma di brace e carne induce tutti a chiudere i lavori. Compro il libro di Marcello convinto che ha scritto Destra nel titolo ma i contenuti che leggerò e le sue Idee vanno Oltre.

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