Politica Nazionale

Preoccuparsi per la vita è impertinente quanto shoccante

 

 

di Giorgio Arconte - «Vediamo se decidono estraendo a sorte tra eutanasia, ius soli e altri provvedimenti. Io però più che del fine vita mi preoccupo della vita e a me piacerebbe che questo Parlamento si occupasse degli italiani che stanno vivendo». Queste le recenti parole di Matteo Salvini, leader della Lega, che stanno infuocando il dibattito pubblico italiano. Parole di semplice buon senso ma che, in questa epoca impazzita e in questa società postmoderna evidentemente malata, appaiono cariche di impertinenza, addirittura scandalose (per induzione) tanto sono stonate per i sacerdoti del pensiero unico.

La realtà, è bene ribadirlo, è che la frase shock di Salvini è una semplice, quanto intollerabile, manifestazione di buon senso. È di questi giorni il nuovo rapporto Istat che registra il drammatico crollo della natalità in Italia evidenziando come negli ultimi otto anni le nascite siano diminuite di 100mila unità. Nemmeno durante la prima guerra mondiale si facevano così pochi figli in Italia, un dato emblematico ma che continua a lasciare indifferenti i protagonisti di chi governa il Belpaese (che in questi giorni ha tagliato anche il bonus bebè) ed il sistema mediatico nazionale.

L’Italia è un Paese che lentamente sta morendo: sempre più anziani e quindi meno energie; sempre meno nascite; sempre più aziende chiudono e delocalizzano all’estero; sempre più giovani scelgono di emigrare per realizzare il proprio futuro; i servizi sociali e la sanità sempre più striminziti; una scuola sempre più decadente; una pressione fiscale che continua a crescere penalizzando famiglie ed imprese; una disoccupazione galoppante ed un tasso di povertà in costante aumento; un debito pubblico impazzito preda della voracità delle Banche che di fatto hanno colonizzato lo Stato italiano spogliandolo di ogni sovranità. Ecco perché il Parlamento, invece di occuparsi della vita, come auspica Salvini ma anche la società civile che fa riferimento al Family Day, ha come unico pensiero la morte: complicità e asservimento ai poteri finanziari. Ius soli, droga e bio-testamento sono solo provvedimenti ideologici per condurre l’Italia alla dolce morte: lo ius soli è la morte dell’identità, quindi è la realizzazione di una massa informe di schiavi; la droga è la morte dello spirito e di ogni slancio vitalistico ma anche di quello ribelle; il bio-testamento è la morte fisica dell’individuo inutile. Dietro la retorica filantropica, buonista e orwelliana, infatti, si rivela esclusivamente una rivoluzione antropologica che intende l’essere umano come individuo isolato e atomizzato, la cui dignità non deriva dalla sua stessa esistenza (in relazione) ma dalla sua funzionalità alle leggi del Mercato. Ognuno vale, quindi è degno di vivere, solo in base alla propria capacità di produrre e consumare, per questo una persona anziana o malata non va curata e accompagnata ma uccisa, eliminata.

Salvini ha ragione! Il Family Day ha ragione! Bisogna tornare ad occuparsi della vita! Un impegno umano, impertinente e di buon senso, se non altro perché l’unica alternativa è la morte, una prospettiva apocalittica, di fine, certamente non felice per nessuno.

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