Politica Nazionale

Arriva in Parlamento la legge sul biotestamento: chi non produce va eliminato

 

 

di Giorgio Arconte – I vari governi di centro sinistra di quest’ultima legislatura hanno fallito pienamente sul piano sociale tanto da aver generato un pesante distacco con i propri elettori che adesso tenta di essere colmato con l’ennesimo provvedimento ideologico, figlio di una cultura nichilista e mortifera. Un tentativo disperato, tra l’altro con il sostegno dei 5 Stelle, quello di approvare entro l’anno e prima delle prossime elezioni, la legge sul testamento biologico, ovvero la porta per l’eutanasia.

Ai vari Gentiloni, Renzi, Alfano, Grillo, Di Maio e compagnia danzante poco importante se in Italia non si fanno più figli. Poco importa se i giovani continuano ad emigrare all’estero per avere riconosciuta un po’ di dignità. Poco importa se le partite iva sono stritolate dal fisco. Poco importa se le famiglie arrancano. Poco importa se la scuola produce analfabeti funzionali. Poco importa se le aziende chiudono. Poco importa se la sanità pubblica è garantita solo a costi sempre più alti. Ciò che importa a questi “signori” è tagliare soldi della spesa, quindi, tagliare anche le vite degli “individui” non più produttivi, ovvero incapaci di assorbire i debiti accumulati dallo Stato nei confronti di enti finanziari sovranazionali, in primis le banche. E così, mentre a Siena una signora malata terminale e invalida al 100% si taglia le vene in un Tribunale perchè gli viene notificata la messa all’asta della sua unica casa, ieri (5 dicembre) il centro sinistra e il M5S hanno calendarizzato in Parlamento la legge sui Dat. In tutto questo c’è una logica perversa che fa leva su di un sentimento filantropico: lo Stato deve mettere in condizione queste persone non a suicidarsi ma a farsi uccidere dal medico. La definiscono addirittura una battaglia di civiltà, in realtà è solo un modo per silenziare un disagio, prevenire una protesta e instillare pacificamente nella mentalità di un popolo quella che papa Francesco definisce la “cultura dello scarto”: colui - come il malato - che è incapace di produrre e consumare deve sentirsi inutile e in quanto tale lasciarsi eliminare; la cura e l’accompagnamento del malato è solo un costo a perdere, risparmiamo!, e poi agli anziani dobbiamo anche pagare la pensione, risparmiamo!

Nella stessa giornata di ieri, e nel silenzio dei grandi media, Massimo Gandolfini, leader del movimento promotore dei Family day, ha tenuto una conferenza stampa in cui ha ribadito, insieme ad altri parlamentari del centro-destra, l’impegno per contrastare questa deriva nichilista. Un impegno che, come Stanza101, ci coinvolge pienamente: la promozione della vita, la difesa della dignità della persona, l’impegno per il bene comune sono la nostra battaglia di civiltà!

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