Politica Nazionale

Nonostante Mattarella, abbiamo un governo… gialloverde

 

 

di Giorgio Arconte – Mattarella le ha provate tutte per non far nascere un governo caratterizzato da accenti populisti e quindi critici verso l’eurocrazia e la dittatura del pensiero unico; addirittura ha giocato sul filo della Costituzione ma alla fine si è dovuto piegare di fronte all’evidenza della rabbia popolare che in questi giorni montava irresistibilmente sui social e che rischiava di diventare un boomerang incontrollabile contro l’establishment. In fondo c’è da ringraziarlo a Mattarella, prodotto marcio del cattocomunismo marcato “don Dossetti” scaduto con il secolo scorso e ormai passato: senza gli errori del Presidente della Repubblica il cambiamento non avrebbe assunto una tale velocità. La questione è proprio questa: il mondo sta cambiando e i vecchi attori non solo non sono in grado di gestire questo fenomeno ma addirittura non riescono nemmeno ad interpretarlo. Il risultato è che il processo di cambiamento viene accelerato dalla irritazione della gente sempre più disobbediente ai diktat del pensiero unico. È il reale che comincia a riprendere il suo posto scalzando visioni ideologiche di qualsiasi tipo.

È, quindi, governo “giallo-verde”! Certamente segno di cambiamento, ma ancora è presto per lasciarsi coinvolgere da facili entusiasmi e parlare di Terza Repubblica. I cambiamenti reali hanno bisogno di lentezza, anche perché le sfide e le difficoltà da affrontare saranno molte e non è detto che questo esecutivo possa reggere il colpo. Lega e M5S sono entità diverse che con fatica riusciranno ad accompagnarsi serenamente, ma questo al momento non è un limite, semmai sarà la dialettica di domani quando davvero avremo la Terza Repubblica. Non solo. L’eurocrazia e l’alta finanza sono dei mostri che sapranno difendersi schierando sul fronte tutti gli armamenti possibili, dall’incubo “spread” ai giudizi delle agenzie di rating, supportati da un esercito di prezzolati giornalisti i che rimbalzeranno continuamente da una televisione all’altra per cantarci la solita litania. Non sarà facile.

Non bisogna nemmeno illudersi che il duo Salvini – Di Maio abbia la bacchetta magica. Questo governo ha già ottenuto la grande vittoria di segnare il passo al cambiamento. In primis perché sancisce anche in Italia la vittoria dei cosiddetti populismi (termine che andrebbe approfondito) che adesso sono chiamati alla prova di maturità per cominciare a scardinare tanti processi e molto vecchiume che per anni hanno paralizzato l’Italia. Già la lista dei ministri fa ben sperare, solo per citarne alcuni: Savona non più all’economia ma ai rapporti con l’Ue è una garanzia di critica verso la burocrazia di Bruxelles; Giancarlo Giorgetti sottosegretario alla presidenza del Consiglio è garanzia sul premier Conte; Salvini agli Interni farà valere la sua politica anti-immigrazionista; Fontana alla famiglia è espressione del family day così finalmente il gender sarà abbandonato per far posto a politiche sulla natalità; Sergio Costa, il generale dei Carabinieri che combatté nella Terra dei fuochi, all'Ambiente. Insomma, i presupposti ci sono tutti per concretizzare questo passaggio dal vecchio al nuovo mondo.

In questo processo, però, bisogna essere protagonisti soprattutto attraverso la cultura. Se il nuovo vuole affermarsi ha bisogno anche di categorie d’interpretazione rinnovate ed adeguate alla realtà dei tempi che stiamo vivendo. La grammatica politica del secolo scorso ormai è superata, occorrono nuove critiche, nuove analisi, nuove proposte perché ogni progetto politico deve poggiare necessariamente su una visione culturale forte se non vuole crollare. È questo il compito di Stanza101: costruire le fondamenta.

Di seguito la lista dei ministri dell'esecutivo “giallo-verde” guidato dal premier Giuseppe Conte: Presidente del Consiglio: Giuseppe Conte; - Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: Giancarlo Giorgetti - Ministro dell’Economia: Giovanni Tria - Ministro degli Esteri: Enzo Moavero Milanesi - Ministro degli Interni: Matteo Salvini (vicepremier) - Ministro dello Sviluppo Economico e Lavoro: Luigi Di Maio (vicepremier) - Ministro ai Rapporti con il Parlamento: Riccardo Fraccaro - Ministro degli Affari Europei: Paolo Savona - Ministro della Difesa: Elisabetta Trenta - Ministro della Giustizia: Alfonso Bonafede - Ministro della Pubblica Amministrazione: Giulia Bongiorno - Ministro della Salute: Giulia Grillo - Ministro degli Affari Regionali: Erika Stefani - Ministro del Sud: Barbara Lezzi - Ministro dell’Ambiente: Sergio Costa - Ministro ai Disabili e alla Famiglia: Lorenzo Fontana - Ministro dell’Agricoltura e del Turismo: Gian Marco Centinaio - Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture: Danilo Toninelli - Ministro dell’Istruzione: Marco Bussetti - Ministro dei Beni Culturali: Alberto Bonisoli. Oggi 1 giugno il giuramento alle ore 16:00.

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