Politica Nazionale

Caso Riace: modello di manipolazione della realtà e dell’opinione pubblica

 

 

di Pasquale Morisani – Dal “caso Lucano” si potrebbe scrivere una sorta di manuale sulla manipolazione mediatica utile ad una strumentalizzazione politica: con l'arresto del sindaco riacese, infatti, ad oggi si delinea l'immagine plastica di come la sinistra progressista, consolidata da una matrice ideologica ancora attivissima nonostante perda sempre maggiore consenso elettorale, riesca a sovvertire i concetti di Giustizia, di Legalità e le fondamenta dello stesso concetto di Stato.

In questi giorni stiamo assistendo alla difesa ostinata verso un soggetto che viene accreditato e “santificato” attraverso un'operazione mediatica e pseudo-culturale in grado di trasformarlo in un simbolo intoccabile, protetto da una matrice ideologica che non ammette la prova del contrario, muovendo le proprie pedine in perfetta sincronia e con un apparato di potere sovrastrutturale anche allo Stato ed alle Istituzioni.

Si giunge così a poter contestare persino i provvedimenti giudiziari, rendendoli discussi ed invisi all'opinione pubblica attraverso la spasmodica invenzione di giustificazioni e concetti morali chiaramente avulsi da ogni contesto di legittimità essendo questi esclusivamente una posizione di violenza intellettuale e di rappresentazione della realtà deviata ad uso e consumo di una parte politica.

Una difesa senza tregua e senza pudore di interessi ideologici, che poi si traducono anche in interessi economici e di potere, sostenuta attraverso l'azione combinata di certa industria mediatica, spettacolistica e pseudo culturale; per farla breve: la sintesi operativa del pensiero unico e del politicamente corretto, naturalmente in barba a leggi ed ordinamenti che dovrebbero garantire modelli di comportamento coerenti e che differenziano chi vive secondo le regole rispetto a chi le trasgredisce.  

Ma sul sindaco Lucano si è assistito alla sagra dell'assurdo mediatico, addirittura le Istituzioni e la Magistratura sembra quasi debbano giustificare il loro operato mentre l'inquisito ha assunto un ruolo di etico accusatore.

Il solito Fazio, poi, da buona sentinella del pensiero unico quale è, ci ha messo la ciliegina sulla torta permettendo in trasmissione a Lucano di paragonare le attuali leggi dello Stato italiano a quelle del periodo della Germania nazista. Una vergogna!, come se la RAI fosse l’emittente privata di Fazio e dove si concedono dichiarazioni che offendendo l'intelligenza e la sensibilità di una Nazione intera, di milioni di Italiani che ogni giorno vivono impegnati e speranzosi di agire senza trasgredire alcuna legge di uno Stato che va rispettato sempre e comunque perché garante dei diritti di tutti.

Questa vicenda segna, al di là dei pesanti reati che a Riace cercano di essere mascherati da un inesistente "reato di umanità", un grave precedente che dimostra, se ancora ve ne fosse bisogno, come certi poteri processano anche le Istituzioni, imponendo, attraverso la pratica (di sovietica memoria) della menzogna reiterata, opinioni ed esercitando quella prassi mediatico-culturale pericolosa che il buon George Orwell, quasi un secolo addietro, prefigurava come una dittatura capace di ammorbare coscienze e libero pensiero.

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