Politica Nazionale

Elezioni in Baviera e in Trentino, banchetti di prova per una nuova idea di Europa?

 

 

di Francesco Marrara – A distanza di una settimana, si sono svolti due importanti appuntamenti elettorali: le elezioni statali in Baviera e le elezioni provinciali in Trentino Alto-Adige. Proveremo in poche battute ad analizzare i risultati delle votazioni, nonché ad abbozzare una riflessione in vista delle prossime elezioni europee che si terranno nel maggio 2019.

  • Elezioni in Baviera. Il voto di domenica 14 ottobre, ha messo in evidenza il tracollo dei centristi della CSU (37,2%, dunque circa il 10 % in meno rispetto al 2013) e dei socialdemocratici dell’SPD (9.7%, sempre circa il 10% in meno al 2013), come pure l’ascesa dei Verdi i quali, hanno praticamente raddoppiato e superato i loro voti rispetto alla tornata precedente: 17, 5% contro 8.9% del 2013. Buon debutto si deve registrare anche per la destra euroscettica dell’AFD. Questo movimento, dipinto dai mass-media come pericoloso partito populista e di estrema destra – in realtà si tratta di un semplice partito di destra nazionale, liberale e conservatrice, dunque nulla di estremo – ha raggiunto il 10,2% dei consensi. 
  • Elezioni in Trentino. Maurizio Fugatti, già sottosegretario alla salute nel governo Conte, con il voto del 21 ottobre, è il nuovo governatore del Trentino. Il leghista, sostenuto dalla coalizione di centrodestra e autonomisti, ha raggiunto il 46,74% dei consensi. In calata PD e M5S, i quali hanno ottenuto rispettivamente il 25,40% e il 7,10%. Nulla di fatto per l’ex governatore Ugo Rossi, fermatosi al 12, 42% dei voti.

Da questi dati si evincono chiaramente alcune disamine. In primo luogo, le elezioni bavaresi hanno sostanzialmente messo in luce che i Verdi, nel futuro prossimo, potrebbero rappresentare le istanze della nuova sinistra progressista non solo in Germania, ma anche nel resto d’Europa. In seconda battuta, i partiti componenti il carrozzone liberal-progressista (CDU-CSU e SPD) guidato dalla cancelliera Merkel, sono palesemente in caduta di consensi. Tuttavia, i tromboni mediatici che hanno preceduto nelle scorse settimane - i quali non solo prospettavano le elezioni bavaresi come lo spauracchio delle prossime elezioni europee, ma anche un boom di consensi per l’AFD - hanno delineato il dato di fatto secondo il quale, per riuscire ad arginare una possibile vittoria dello scricchiolante – ma ancora presente ed influente - fronte filo-UE, le forze sovraniste, populiste ed identitarie, dovranno fin da ora riflettere circa la possibilità di creare una strategia politica comune e condivisa in maniera tale da non arrivare impreparate all’appuntamento elettorale del maggio prossimo. Invece, per quanto concerne le elezioni in Trentino - nonostante il martellante allarme “spread” della solita stampa di regime - queste hanno confermato la forte ascesa della Lega di Matteo Salvini la quale, essendo già partito-guida del centrodestra italiano, si appresterà a diventare (forse già lo è sulla carta) il perno di riferimento della coalizione identitaria-sovranista-populista alle prossime elezioni europee. L’Italia, non ce ne vogliano i tedeschi, ancora una volta incarna perfettamente quel laboratorio politico-culturale dal quale, prossimamente, potrebbe iniziare il cammino verso una nuova idea di Europa.

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