Politica Nazionale

La tragedia di Desirèe negata dai centri sociali. La Sinistra continua a difendere l’indifendibile

 

 

di Antonio Virduci - Dalla farsa della difesa a oltranza del sindaco Mimmo Lucano, nell’ambito del “caso Riace”, alla tragedia di via dei Lucani, nel quartiere romano di San Lorenzo, dove in uno stabile “okkupato” da centri sociali e spacciatori è andata in scena l’ennesima morte assurda di una ragazzina di 16 anni. Da un Lucano all’altro, quindi, in questa disgraziata Penisola, dove la massa urlante ed isterica della sinistra riesce a mobilitarsi e manifestare in piazza, mai a difesa del popolo italiano e dei lavoratori ma sempre a favore dei suoi aguzzini. La cosa può sembrare per qualcuno una forzatura? Eppure, riflettendoci un attimo, è davvero così. Invece di dire una volta per tutte basta all’immigrazione selvaggia che ha portato dentro le nostre città caterve di spacciatori dagli altri continenti, ci si mette a difendere coloro che come a Riace hanno fatto di tutto (con soldi pubblici, nemmeno ben rendicontati!) per immettere nuove e forzute braccia allo spaccio. E a Roma? Ancora peggio. Il peggio del peggio si è visto, ad esempio, quando la marmaglia dei centri sociali che infesta la zona di San Lorenzo ha addirittura impedito un sopralluogo sul luogo del delitto al Ministro dell’interno, Matteo Salvini. Chi difendono questi individui che hanno impedito allo Stato di fare il proprio dovere e chi difendevano quelle persone che a Riace si sono messe in marcia per contestare un provvedimento della Procura della Repubblica sulla gestione non chiara dello Sprar riacese? Chi è che davvero vuole strumentalizzare turpi vicende per interessi ideologici? Davvero il movimento progressista non ha pietà!   

La storiaccia che ha visto perire nei giorni scorsi, tra mille sofferenze, la povera Desirée Mariottini, ricorda a grandi linee la schifezza occorsa pochi mesi fa a Macerata a Pamela Mastropierro, altra vittima di questa Italia arcobaleno, mai come ora simbolo di morte e sopraffazione. Eppure, anche nelle Marche, si rivoltò con successo la frittata e la protesta popolare fu incanalata su altri versanti. Le polemiche ora imperversano furiose nel web e nella politica nazionale. Durerà ancora una settimana, forse due, magari di più. Poi, la povera Desirèe cadrà nel dimenticatoio. Anzi no, non cadrà nel dimenticatoio, perché alla prossima tragedia che vedrà protagonisti da una parte una povera ragazza violentata e uccisa e dall’altra la solita turpe schiera di impuniti spacciatori che non avrebbero alcun diritto a stare in Italia, ebbene il caso di Desirèe tornerà sulla bocca di tutti. E torneremo a indignarci, invocare il pugno duro, leggi ferree. Invano, purtroppo.

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