Politica Nazionale

Tito Boeri, il presidente Inps radical chic

 

 

di Francesco Marrara – Intervenuto al convegno "Le donne nell'Istituto, ieri, oggi e domani”, Tito Boeri – presidente dell’INPS – ha dato ancora una volta il meglio di sé . Il presidentissimo, la cui poltrona forse inizia a traballare e lui stesso comincia a temere di non riuscire a riscaldarla per molto altro tempo ancora, ha messo in piedi un discorso in salsa anti-populista degno del più bieco furore ideologico dei nostri tempi: il politicamente corretto.

Secondo Boeri, i populisti – quelli brutti, sporchi e cattivi – avrebbero allestito una legge di bilancio maschilista e poco attenta alle istanze del mondo femminile. In particolare, ciò che ha fatto balzare dalla propria sedia l’illustrissimo professore è la questione relativa al congedo di paternità: “nel momento in cui va a dire manteniamo le differenze di età nell'accesso alle pensioni per uomini e donne, e va a non rifinanziare il congedo di paternità che era uno strumento molto importante per promuovere un'uguaglianza di opportunità”. Per Boeri, la manovra di bilancio prevedrebbe una disparità di trattamento tra uomini e donne, addirittura queste ultime verrebbero estromesse dal mercato del lavoro poiché andrebbero prima in pensione: "il fatto di dire 'permettiamo loro di andare in pensione prima' non penso sia l'atteggiamento giusto". Da qui, sempre secondo il presidente dell’Inps, si dedurrebbero i primi chiari segnali verso un pericoloso ritorno al fascismo.

Frasi fatte senza un minimo di argomentazione logica, sistematica e coerente solo con l’isteria di questi personaggi. Bisognerebbe chiedere al professor Boeri chi è il vero populista perché forse in trappola ci è caduto lui stesso, non le donne! La trappola è quella delle ideologie le quali rendono poco lucidi e sobri i suoi interventi in pubblico!

Il politicamente corretto ha pervaso - ormai da tempo - animo e corpo di molti di coloro i quali tengono le redini della nostra società. Occorre, perciò, un cambio all’interno della classe dirigente di questo Paese per impedire che determinate questioni – nel caso di specie si è parlato di lavoro, pensioni e pari opportunità – vengano ideologizzate attraverso dei pericolosi luoghi comuni che impediscono di fatto una necessaria analisi, nonché sano dibattito politico-culturale al di fuori di sovrastrutture preconfezionate e non aderenti alla realtà.

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