Politica Nazionale

Il caso Desirèe e l'insopportabile buonismo della magistratura

di Pasquale Morisani - È incredibile la svolta che sta prendendo, all’interno dei Tribunali italiani, il “caso Desirèe”, la ragazzina prima drogata, poi violentata da un gruppo di extracomunitari ed infine uccisa dagli stessi stupratori. Un fatto così rivoltante e agghiacciante, un crimine che ha indignato e commosso l’intera Italia per la sua ferocia e crudeltà, oggi sembra voler essere ridimensionato dai giudici che si occupano del caso e che già hanno fatto decadere l’aggravante di stupro di gruppo e che resta in continua ricerca di nuove attenuanti. Se fra qualche giorno, grazie alle ormai ricorrenti sentenze “creative” di una magistratura impegnata ideologicamente, le bestie umane che hanno compiuto un omicidio così efferato torneranno in libertà non dovremmo meravigliarci.
 
Giustamente Antonio Marziale - garante dell’infanzia e dell’adolescenza per la Regione Calabria – in un suo post su facebook si domandava “a che serve dotarsi di figure istituzionali ed etiche per tutelare i bambini, quando poi basta un manipolo di magistrati che anziché trovare aggravanti scandaglia attenuanti anche davanti alla morte bestiale di una poco più che bambina?”. Questo di Marziale è un interrogativo che pesa molto più di una provocazione e che interpreta forse anche troppo pacatamente la rabbia degli italiani di fronte a certi atteggiamenti di una magistratura ideologica e vergognosa nel suo operato. Chi ha un minimo di nozione giuridica sa bene come il peso dei dettami giudiziari debba riuscire a trovare l'equilibrio interpretativo nelle Leggi in sintonia con il sentire di una Comunità e non assurgere al ruolo di interpreti del politicamente corretto. Oggi il Popolo reclama sicurezza e certezza della pena specie nel caso di reati efferati contro la persona, bocciando sonoramente i soloni del progressismo buonista che, come è dato fare in Democrazia, hanno espresso con il voto parlamentare una volontà che rivendica identità e forza per un Italia stanca di teorizzazioni demagogiche e soprusi di potere.

 

 
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