Politica Nazionale

Decreto sicurezza: il trionfo dell’ordine sul caos

 

 

di Giuseppe Fontana - Nonostante i diffusi isterismi espressi da parte della cordata dei progressisti radical-chic, la scorsa settimana il Decreto Sicurezza, così fortemente voluto dal Ministro degli Interni Matteo Salvini, è diventato Legge. Risulterebbe pressoché inutile precisare che, alla stregua di ogni atto teso a riportare ordine innanzi al dilagare del caos, tale Legge abbia suscitato l’avvio di una furibonda campagna mediatica tesa a screditare quanto di buono, in realtà, emerge dallo stesso. Del resto, sviscerando il Decreto, non si può non notare quanto esso ostacoli le fosche trame di chi, negli ultimi tempi, si è adoperato al fine di disintegrare quella identità e sovranità nazionale che oggi pare inizi a riemergere con rinnovato vigore. In effetti la sua attuazione rappresenta un duro colpo,sia nei confronti del progetto a targa progressista, il cui fine è la creazione di “meticciato culturale globale”, quanto per la “manodopera a buon mercato” tanto ricercata ed auspicata dalle lobbies mondiali del neoliberismo economico.

Cerchiamo di entrar nel merito della sopracitata riforma che, composta da ben 40 articoli, e trattando fattori quali sicurezza urbana, lotta al terrorismo ed alle mafie, passando per il poderoso contrasto al fenomeno dell’immigrazione irregolare, tende a disarticolare quanto di insufficiente e di dannoso è stato perpetrato dai precedenti governi. In ambito urbano si dispone un maggiore rigore rispetto al fenomeno, ormai diffuso, delle occupazioni abusive con il conseguente sgombero, entro 60 giorni, attraverso l’ausilio delle forze dell’ordine. Reclusione fino ad anni quattro, con ammenda, per chiunque invada arbitrariamente terreni o locali altrui, pubblici o privati che siano. Potenziamento delle risorse alle forze di Pubblica Sicurezza, dotazione dei Taser alle Polizie Municipali operanti nei comuni con più di 100.000 abitanti. Daspo urbano, ovvero, la possibilità da parte dei Sindaci, Prefetti e Questori, di allontanare, o di proibirne l’accesso a talune aree urbane ad individui ritenuti pericolosi per il mantenimento dell’ordine pubblico.

In tema di immigrazione, revoca dello status di protezione internazionale ed immediata espulsione, per tutti i richiedenti asilo condannati in primo grado per reati commessi sul territorio nazionale. Per ciò che concerne il permesso di soggiorno umanitario la riforma ne prevede un dimezzamento temporale da due ad un anno, da concedere solo in presenza di uno dei tre fattori previsti, ovvero: protezione sociale, calamità naturale nel paese d’origine, ed infine ragioni di salute. Con le risorse derivanti dalla diminuzione dei fondi spesi per l’accoglienza e la gestione dei migranti, è previsto un significativo aumento, già di 1,5 milioni di € per il 2019, dei fondi destinati ai rimpatri dei non aventi diritto, con procedure più veloci ed efficaci. Si interviene anche in relazione alle tempistiche del trattenimento presso i centri per il rimpatrio che passeranno dagli attuali 90 ai 180 giorni. Proprio in virtù delle riduzioni, in termini di tempistica, dei rimpatri, differentemente da quanto erroneamente spesso viene riportato da buona parte della stampa ideologizzata, tutto ciò non indurrà in alcun modo ad un aumento del fenomeno del vagabondaggio. Del resto è bene ricordare che il depotenziamento dell’attuale “Sistema Sprar”, infatti, non assumendo in alcun modo un carattere retroattivo, non potrà provocare precipitose fughe di immigrati sprovvisti dei relativi documenti identificativi.

Altra novità introdotta dalla sopracitata riforma, è la revoca immediata della cittadinanza italiana innanzi a determinate condanne inerenti a reati riconducibili al terrorismo internazionale. Rimanendo sempre in tema di lotta al terrorismo, oltre al Daspo per i sospettati, è stato inoltre previsto anche il reato di blocco stradale per tutti coloro che, in maniera arbitraria, ostruiscano od occupino strade o binari ferroviari.

Non ultimo, anzi in grande evidenza, la dura stretta nei confronti delle mafie attraverso la confisca dei beni e la lotta contro le infiltrazioni da parte di quest’ultime.

In considerazione a quanto fin’ora evidenziato, possiamo chiaramente affermare che, attraverso l’attuazione del Decreto Sicurezza, l’attuale compagine governativa a trazione leghista, fuoriuscendo dalle vecchie logiche e travolgendo i precedenti disequilibri a cui il nostro Paese era purtroppo esposto, ha dato vita ad un iniziale, quanto fondamentale, atto concreto di natura sovranista. Un’azione la cui ispirazione trae origine dalla volontà e dallo spirito di un popolo non più disposto a giacere prono innanzi all’arroganza e alla nefandezza di chi crede di poter governare i popoli con la minaccia dello “Spread”.

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