Società

Il libro. Neoliberismo e manipolazione di massa, l'impertinenza di Ilaria Bifarini

 

 

di Francesco Marrara – Laureata con il massimo dei voti alla Bocconi di Milano, Ilaria Bifarini, rappresenta uno dei nuovi volti appartenenti alla categoria di intellettuali non allineati al pensiero unico dominante. Appena concluso il proprio percorso accademico, la giovane economista decide di intraprendere un nuovo percorso fatto di studi e ricerche totalmente dissociati dalla sua formazione bocconiana. Il suo primo libro, “Neoliberismo e manipolazione di massa, rappresenta l’elemento di rottura con il vecchio e fumoso mondo universitario bocconiano. Merito dell’autrice: denunciare, con impertinenza, tenacia e grande coraggio lo spettro del neoliberismo.

Il libro fin da subito si presenta originale e innovativo. La Bifarini arriva alla critica e allo smascheramento del neoliberismo in maniera graduale e propedeutica. La giovane autrice parte da un’analisi di carattere sociologico-psicoanalitico. I personaggi di riferimento sono: Gustav Le Bon, con il suo famoso libro “Psicologia delle folle” annoverato tra le venti opere più influenti al mondo; Edward Bernays, padre della manipolazione delle masse; Sigmund Freud, sintesi ed anello di congiunzione tra i due personaggi sopracitati.

Le masse rappresentano l’elemento di rottura dei privilegi della classe elitaria, quest’ultima, infatti, rimane terrorizzata ogniqualvolta ne vengano messi in discussione. Per questo motivo, Le Bon, suggerisce alle élites di avvalersi di uno strumento potentissimo per controllare i malcontenti e le rivendicazioni delle folle: la psicologia. «È la psicologia, ossia la conoscenza dei caratteri distintivi che può rendere prevedibili, e quindi scongiurabili, determinati comportamenti», dunque, essa rappresenta il modo più efficace per contenere ed orientare le masse. La Bifarini mette in chiaro che Le Bon non sottovaluta affatto la potenza delle folle. Basterebbe che una sola idea si radicasse nel tessuto sociale per acquisire un potere talmente tirannico da distruggere tutto. Le classi dominanti conoscendo bene tale pericolo, cercano di contenerlo e di ritardarlo facendo leva sull’indifferenza, sulle convinzione e sulle credenze della gente: comode bugie, non scomode verità. In poche parole, chi ha la conoscenza della mente umana, esercita il potere di comando sulla collettività. Una collettività non più sovrana e con alla base delle idee-forza, bensì de-sovranizzata e manipolata con dogmi calati dall’alto. L’autrice prosegue enunciando con linearità le caratteristiche distintive e le modalità attraverso le quali contagiare e suggestionare le masse. In questo contesto si inserisce la critica che Freud muove nei confronti dell’antropologo francese. Secondo lo psicanalista, la psicologia delle folle è anche imprescindibilmente individuale.

«Il Sé consumatore non solo fa funzionare l’economia, ma è anche felice e docile e così aiuta a costruire una società stabile». La nascita del consumismo di massa si può sintetizzare in questo inciso di Edward Bernays, uno degli uomini più influenti al mondo. Tale processo, veicolato da tutti i mass-media in maniera silente e pervasiva, ha fatto sì che il lavoratore – nel tempo libero consumatore – si piegasse a qualsiasi logica di sfruttamento lavorativo affinché potesse soddisfare ogni suo desiderio compulsivo e materiale. Risultato: la nascita del debitore-schiavo. Status incentivato e promosso dall’odierno neoliberismo. Nato come teoria economica, grazie alle opere dell’economista austriaco Friedrich von Hayek, il neoliberismo è divenuto ideologia dominante. Permeato nel nostro contesto sociale come vera e propria “teoria del tutto”, esso si pone in forte critica nei confronti dell’economia keynesiana della quale ne denuncia il completo fallimento. Proponendosi come nuova teoria, il neoliberismo in realtà affonda le proprie radici nella teoria neoclassica. Di nuovo, afferma la Bufarini, ha solo la sua formidabile macchina propagandistica. Insomma, il neoliberismo non è più solo strategia economica. È forma mentis politica, culturale, sociale: stile di vita. La dottoressa Bifarini propone, nelle battute finali della sua opera, la rottura con i parametri finanziari neoliberisti attraverso il ritorno ad un’economia a misura d’uomo. Occorrerà del tempo affinché ciò possa avvenire: la sfida consiste nel risveglio delle coscienze. Si tratta di una sfida prettamente culturale ed antropologica. Il popolo sarà disposto a mutare la propria filosofia di vita in nome di una nuova visione economica e sociale?

e-max.it: your social media marketing partner