Società

Il tiranno democratico: non c’è fortezza che regga (parte 2)

 

 

di Ryszard Legutko (Tempi.it) - Ora permettetemi di dire alcune cose sulla liberal-democrazia. Se quello che ho detto a proposito dell’onnipresenza dei princìpi liberal-democratici nelle società occidentali di oggi è vero, sarebbe naturale chiedersi quanto siano robuste le eventuali fortezze nelle quali alcuni di noi, disgustati dalle nuove ondate di offensive politiche liberal-democratiche, potrebbero cercare di nascondersi. Quanto sono robuste, per esempio, la sfera privata e la vita familiare contro le crociate politiche liberal-democratiche? Le nostre vite private sono più sicure ora di quanto fossero venti o trenta anni fa? In che misura i nostri pensieri sono intrisi di idee liberali e democratiche quando pensiamo alla famiglia, o cerchiamo di organizzare la nostra vita familiare, o di dare consigli ai nostri amici su questioni familiari? Siamo più inclini o meno inclini di prima a parlare di famiglia usando parole dalla connotazione politica come “potere”, “conferimento di potere”, “uguaglianza”, “diritti”, “gender”? La legge è implicata più o meno di prima nel regolare le relazioni familiari?

Prendiamo il sesso, che è, si direbbe, la più privata cosa intima di tutte le cose private intime. Negli ultimi decenni il sesso è diventato una materia più o meno regolata e fatta propria dai governi, dal potere legislativo, dalle corti di giustizia e da ogni genere di agenzia? Prendiamo altre possibili fortezze o rifugi: l’arte, la religione, il linguaggio, la storia, la memoria. Oggi essi provvedono una maggiore o una minore protezione contro le politiche liberal-democratiche? Il linguaggio è libero da condizionamenti politici o è sempre più politicamente controllato? Si può pubblicare facilmente un libro o un articolo che sia in disaccordo col gergo politicamente accettabile? Le restrizioni sono più severe o meno severe di quelle del passato? Le nostre università sono monumenti di libertà e apertura accademiche, rette da uomini probi come il cardinale Newman, o si stanno allontanando da questi standard? Il linguaggio che viene insegnato nelle scuole è lo stesso linguaggio della letteratura inglese e americana o è un linguaggio che assomiglia sempre di più all’incomprensibile gergo delle attuali ideologie politiche?

Sfortunatamente, le risposte a tutte queste domande giustificano la conclusione che negli ultimi decenni all’interno delle società liberal-democratiche si sono avuti sviluppi comparabili a quelli delle società comuniste. Il concetto di correttezza ideologica è stato fatto risorgere e gli si è data un’importanza tremenda. Le corti di giustizia, le università, i poteri legislativi e altre istituzioni hanno unito le loro forze per stringere la vite ideologica, e tutto ciò è avvenuto nella presunzione di darci più libertà e più giustizia. Possiamo dire meno cose di prima, siamo sempre più omologati, le nostre menti sono state addestrate al conformismo, ma si deve credere che tutto questo serve ad avere un mondo migliore.

Questi sviluppi non dovrebbero sorprenderci, dal momento che riflettono la natura del sistema liberal-democratico. Certamente non è vero, come alcuni dicono e molti di noi accettano senza riflettere, che il sistema liberal-democratico è neutrale rispetto a ogni genere di idee che vengono sostenute e portate avanti al suo interno: sia che siano monarchiche, o aristocratiche, o anarchiche, o comuniste, o conservatrici, o nichiliste. In realtà sia la democrazia che il liberalismo tendono a politicizzare la società in una misura tale che il pluralismo cessa di essere possibile.

Parte 1 al link http://www.stanza101.org/index.php/2016-08-28-09-16-16/societa/420-il-tiranno-democratico-quel-criterio-obbligatorio-parte-1

Articolo tratto da https://www.tempi.it/il-tiranno-democratico#.WscNd00UlaQ

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