Società

Carta e penna per combattere la monotonia dei social-network

 

 

di Francesco Marrara - Carta e penna ormai da tempo sono stati soppiantati dal computer e dalla tastiera di uno smartphone. I social-network stanno sostituendo pian piano il confronto a tu per tu nelle strade e nelle piazze. Dati di fatto che dovrebbero far riflettere sotto diversi punti di vista: nessuno si guarda più negli occhi, si preferiscono i selfies; non si scrivono più lettere ma messaggi chilometri tramite Whatsapp o un semplice "like" su Facebook e su Instagram. Lo smartphone è diventato un prolungamento del nostro braccio e anche della nostra mente; i social il contesto della nostra vita e delle nostre relazioni.

Osservare una foto è più semplice che guardarsi negli occhi. Gli occhi sono lo specchio dell'anima; la foto è un attimo. L'anima manifesta l'espressione più intima e profonda della persona; l'attimo sfuggente di una foto scattata dal cellulare, invece, è "smart and easy", facile e rapido da consumare.

Un vecchio proverbio, quasi profetizzando l'odierna società nevrotica, super connessa e da ipermercato, diceva che “il tempo è denaro”. Il tempo per guardarsi negli occhi, per ascoltare il calore di una voce, per gustare la morsa di un abbraccio, o il tempo per scrivere una lenta lettera a mano sembrano non esistere più: roba da medioevo. È così che in questa società frenetica e consumistica, il telefono è diventato il nostro migliore amico. Esso esegue i nostri ordini senza battere ciglio!, o forse siamo noi che eseguiamo inconsapevolmente i suoi ordini divenendone schiavi?

Sembra di esagerare ma effettivamente i social-network stanno diventando il nostro più grande amore, un rifugio, una sicurezza grazie agli algoritmi che selezionano perfettamente le nostre tendenze, i nostri gusti e addirittura i nostri sentimenti, come se ci chiudessero in una dolce campana di vetro. Un tempo esisteva il famoso principe azzurro che andava a cavallo alla ricerca della principessa, oggigiorno, il cavallo è stato sostituito da un più comodo e veloce post su Facebook, Twitter, Instagram; mentre la principessa non è più minacciata da un fumante drago ma è stata rapita dall'esercito dei selfies divenendo banale, noiosa e sempre più narcisista.

Tuttavia - senza voler negare anche gli aspetti positivi che i social-network hanno raggiunto nel nostro panorama sociale, politico e culturale - la riscoperta del profumo della carta, del pungente odore dell'inchiostro, la stessa suggestione e la lentezza nello scrivere una lettera potrebbero rappresentare nel prossimo futuro uno dei modi attraverso cui reagire al baratro nichilista per non rischiare di finire come dei vegetali risucchiati da uno schermo.

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