Società

C’era una volta la “Famiglia Cristiana”

di Antonio Virduci - C’era, appunto...
Molto probabilmente, a breve, la direzione del settimanale lancerà una sorta di referendum fra i lettori perché, diciamocelo chiaramente, sia del concetto di famiglia che quello di cristianità, ne è rimasto ben poco da quelle parti. Meglio qualcosa che metta al centro di tutto questa storia degli sbarchi e dell’accoglienza, sempre se non ci pensi un intellettuale del calibro di Roberto Saviano, così, tanto per accelerare i tempi.
 
La copertina con “scomunica” annessa nei confronti del ministro degli Interni Salvini risulta solo l’ultima “perla” in ordine di tempo del settimanale che, ovviamente, in tempi recenti, ha gratificato con onori e risalto personaggi del calibro di Napolitano, Monti, Renzi e persino Laura Boldrini. Insomma, da che parte sta Famiglia Cristiana lo abbiamo capito benissimo tutti e non ci vuole certo un miracolo per renderlo chiaro. Il nazionalismo contrasta con le parole del Vangelo, lo ha detto oggi il condirettore del giornale, Luciano Regolo. Italiani peccatori, accogliete i migranti e nascondete il tricolore sotto la terra del vostro giardino. Il castigo di Dio sarà grande se penserete prima a voi stessi e non a coloro che ancora si insiste a dire scappano dagli orrori.
 
Insomma, famiglia “cristiana” solo di nome, pertanto, ma in realtà fiancheggiatrice di tutti coloro che hanno dimostrato con i fatti (soprattutto misfatti) di non volere il bene del popolo italiano. Per quanto ci riguarda, se la cattocomunista redazione del settimanale (ormai completamente intercambiabile con quella del Manifesto) attacca un politico, ebbene quel politico merita considerazione e appoggio, perché evidentemente non funzionale ai disegni delle menti grigie che tirano le fila del pensiero globalista.

 

 
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