Società

Jeorge Soros, l’imperatore della speculazione finanziaria e morale

 

 

di Giuseppe Fontana - Negli ultimi tempi, il dibattito inerente sulla discussa figura dello pseudofilantropo e speculatore finanziario Jeorge Soros, pare abbia raggiunto, perlomeno, il meritevole obiettivo di porre l’attenzione circa l’ambiguo ruolo svolto da tale personaggio negli oscuri risvolti della società contemporanea. Difatti, ben mascherato da opere umanitarie, costui pare reggere e tessere le reti di buona parte degli infausti e nichilistici destini che attanagliano la società. Prendendo ad esempio il caso italiano, salta subito agli occhi come  lo speculatore ungherese, naturalizzato statunitense, “investa” solo nel nostro Paese milioni di Euro sottoforma di finanziamenti a partiti della sinistra progressista ed ad ONG impegnate in vari ambiti che spaziano dalla tutela dei Rom, ai (presunti) diritti LGBT, passando per tutte quelle organizzazioni dedicate a quella “raccolta” ed “integrazione” di extracomunitari che tanto somiglia ad una sorta di moderno strumento neoliberista dedito alla tanto spregevole “tratta degli schiavi”  in chiave turbocapitalistica.

Si stima, inoltre, che nel corso degli anni Soros abbia stanziato ben 32 miliardi di dollari  destinati ad una Organizzazione non governativa, da lui guidata, chiamata Open Society Foundations , il cui fine parrebbe esser quello di finanziare progetti tesi all’instaurazione di una “società globale”, aperta e senza confini. Compreso ciò, risulta molto chiaro ed evidente il ruolo primario svolto dallo stesso Soros in relazione all’attualissima problematica legata al fenomeno dell’immigrazione di massa che contraddistingue le odierne dinamiche globali. Altra peculiarità delle sopracitate fondazioni sorosiane è lo stanziamento di cospicue somme di denaro devolute a favore di partiti politici favorevoli alle liberalizzazioni delle droghe, all’aborto e ai matrimoni gay.

Alla luce di tutto ciò, la domanda che ci si pone è come possa un individuo, avvezzo alla pura speculazione finanziaria e quindi  dedito alla ricerca del puro guadagno ai danni d’altrui persona, dedicarsi allo stesso modo, e disinteressatamente, ad opere di natura apparentemente filantropiche. La risposta più plausibile parrebbe esser che egli stesso, dalle sopracitate “opere di carità”, ne possa ugualmente trarre una qualche forma di beneficio ai più sconosciuta.

Del resto i suoi trascorsi, non depongono certamente a suo vantaggio. Trascorsi speculativi ben conosciuti e ad arte nascosti ed ignorati da parte di quella Sinistra italiana - politica e mediatica - che da costui ne trae tutt’ora perenne beneficio. Tra le discutibili operazioni finanziarie intraprese da Soros, risulta esser degna di nota  quella operata ai danni della £ira italiana, quando nel “Mercoledì nero” del 16 Settembre 1992,  l’enorme operazione di ”vendita allo scoperto” da egli progettata, portò alla perdita per  il nostro Paese di ben 48 miliardi di Dollari. Il risultato di tutto ciò fu che la nostra moneta si svalutò del 30% in un solo giorno, e l’Italia dovette uscire provvisoriamente dal Sistema Monetario Europeo. In tutto ciò, il “filantropo” statunitense ci guadagnò la ragguardevole cifra di  1 miliardo di Dollari.

Fu proprio a causa di tale evento che, per poter colmare tale perdita, l’allora governo del nostro Paese dovette istituire ciò che oggi viene definita IMU e che in passato assunse il nome di ICI.

Non va inoltre dimenticato che, per operazioni finanziarie simili, sulla sua testa penda una condanna a morte in Malesia, ed una  all’ergastolo in Indonesia.

In conclusione, possiamo facilmente dedurne che a monte di ogni opera intrapresa da quest’uomo vi sia un progetto il cui fine è la destabilizzazione delle economie e delle culture nazionali al fine della creazione di un “meticciato globale”  maggiormente malleabile alle dinamiche del capitalismo moderno.

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