Società

Il ‘quarto potere’: strumento per manipolare l’opinione pubblica

 

 

di Antonio Giuseppe D'Agostino – Dalla Rivoluzione Francese a quella di Ottobre, da Mimmo Lucano al fascistometro, la stampa “blasonata”, il mainstream si ripete per l'ennesima volta dimostrando come sia facile usare ed abusare del “Quarto Potere”.

Per anni, infatti, la cultura è stata in mano di chi ha tentato di illustrare più una favola che la Storia del Mondo per come andava spiegata: pura e senza interpretazione e presunzione. Da circa un secolo, infatti, i fatti vengono rappresentati sulla base di un pregiudizio positivo che vede nel Comunismo, e in tutti i suoi possibili eredi e/o anticipatori, il mondo dei buoni, mentre le restanti ideologie e visioni appartengono a quel lato oscuro dell'essere umano che porta al sonno della ragione. La stessa Rivoluzione Francese, altro non è se non un periodo, propagandato benissimo, che non ha fatto nient'altro che spingere verso l'imperialismo napoleonico, grazie anche al Termidoro e a quella ghigliottina che cadde inesorabilmente anche sulla testa di Robespierre “l'incorruttibile”.

La responsabilità di tutto questo modo di vedere una serie di eventi storici è di quelle formazioni politiche che hanno bisogno di raccontare qualcosa di diverso dalla Storia, per non essere schiacciate da essa e per potere apparire sempre e solo come il bene assoluto, supportate oggi anche da quella rete di media che hanno sposato questa visione.

Il Novecento, infatti, non può essere considerato più (alla luce degli studi storici) “il secolo breve”, perché nei suoi 100 anni ha portato a stermini e atrocità che non possono essere rinchiusi solo nell'alveo del nazi-fascismo. Lo sterminio degli Armeni, le persecuzioni nella Russia di Lenin e Stalin, l'Holodomor ucraino, la questione dello stermino nazi-fascista (non solo ebraico), i Gulag, le Foibe, la persecuzione ad opera di Tito dei popoli slavi, Francisco Franco, la Guerra Fredda e gli stermini dei dissidenti dietro alla coltre del muro di Berlino.

Ma quello che importa oggi, nonostante l'abominio sia continuato anche dopo la morte di Benito Mussolini e Adolf Hitler, è richiamare alla paura del nazi-fascismo e del razzismo che scientemente vengono utilizzati come pregiudizio negativo a favore di quel pungo chiuso che deve ancora essere propagandato.

Un esempio su tutti è la vicenda che ha interessato il sindaco di Riace Mimmo Lucano, raccontato e descritto come il salvatore degli immigrati, ma al momento sottoposto ad un'indagine sul suo operato. Al di là di ogni possibile risultanza giudiziaria, la figura di Lucano sta agitando le acque dell'opinione pubblica, dividendo la popolazione fra i suoi sostenitori (che inneggiano alla resistenza civile), gli avversari (che chiedono l'arresto e la deportazione) e chi giustamente si interroga: una contrapposizione che crea lacerazioni anche fra le persone di buonsenso, per colpa di un'accecante furia ideologia e dell'impossibilità di crearsi un'opinione.

Anche in questo caso in pochi hanno letto le carte e il mainstream ha giocato un ruolo fondamentale nel confondere le idee e nella “santificazione” del personaggio. Personaggio che non perde tempo a lodare il suo modello trovando palcoscenici televisivi e pagine di giornali che ospitano la “sua” verità, in un tamtam mediatico che non lascia il tempo e lo spazio ad una riflessione dubitativa, genuina e alla creazione un'idea oggettiva che dovrebbe appartenere a tutti.

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