Viaggio in Italia

Viaggio in Italia. Ascoli Piceno, popolo di ribelli!

di Antonio Virduci - Nella Valle del Tronto sorge Ascoli, fondata dal ribelle popolo dei Piceni da cui ha preso anche il nome. Il mare Adriatico è a una trentina di chilometri e l’Abruzzo anche a meno. Si arriva dall’antica via romana della #Salaria e le Marche, venendo dal basso, partono proprio da questa provincia. Giornata fredda in questa zona recentemente colpita dal terremoto, così come tutta l’area in mezzo a Umbria e Lazio e percorrendo le strade provinciali interne i segni si vedono eccome. I marchigiani, però, non sono certo tipi da abbattersi e si sono rimboccati le maniche, senza fare conto più di tanto sulle provvidenze dello stato centrale. Insomma, non come in Campania dopo il 1980 per intenderci.
La visita della città parte da Forte Malatesta, fino a trent’anni fa adibito a carcere, per poi giungere nella rinascimentale Piazza del Popolo che è considerata, non a torto, una delle più belle piazze d’Italia. André Gide, ad esempio, se ne era innamorato follemente. La città del travertino, la chiamano Ascoli, e sulla porta della chiesa di San Francesco i turisti passano le mani sulle colonne che “suonano”, tanto che con lo scorrere del tempo si sono consumate a furia di provare questa sorta di rituale. 
Sul corso principale noto la targa dell’Ascoli Calcio, la mitica squadra del presidente Costantino Rozzi e dello stadio qui vicino intitolato a Cino e Lillo Del Duca (famosi editori), con i suoi 34.110 spettatori di capienza, come sanciva ineluttabile l’almanacco Panini negli anni ’80, anni che qui furono ruggenti con quella squadra che teneva con tenacia la massima serie a dispetto delle grandi di ieri e di oggi. Il calcio di provincia ebbe qui uno dei suoi massimi attori, ma oggi la squadra del “Picchio” non se la passa bene.
A chiudere, una breve passeggiata nella Via delle stelle, dove il tempo sembra essersi fermato, non un suono, non un rumore, tutto silente e placido, con il fiume Tronto giù nella valle a scorrere sinuoso prima di giungere dalle parti della marinaia San Benedetto, fiera “nemica” degli ascolani.
 
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