Viaggio in Italia

Viaggio in Italia. Rieti, umbilicus Italiae (l’ombelico d’Italia)

di Antonio Virduci - Dove si trova l’esatto centro d’Italia? Narni, Spoleto, Foligno litigano spesso sull’argomento, ma Rieti pare proprio che abbia una spanna di vantaggio sul resto della concorrenza, quantomeno per la location che hanno approntato qui per celebrare il punto esatto, con un monumento che chiamano la “caciotta” nel bel centro di una piazza, San Rufo il suo nome, raccolta quanto accogliente, nell’ambito di un centro cittadino lindo ogni possibile immaginazione.

Ubicazione baricentrica a parte, Rieti appare al visitatore placida e raccolta. Siamo nell’antica terra di sabina. I romani qui vennero a fare incetta di donne nell’antichità . Il reatino è un territorio caro anche a San Francesco, tanto che la valle di Rieti è chiamata la Valle Santa, con una serie di santuari (Greccio, Poggio Bustone, Fonte Colombo e della Foresta) che fanno parte del cammino di San Francesco.

Tutt’altro che grande questa città, che non arriva a contare neanche 50.000 abitanti. Bagnata dal fiume Velino, è provincia solo dal 1927; dal momento dell’unità d’Italia stette con Perugia e prima ancora, assoggettata ai papi, fu terra di frontiera nei confronti delle terre dei Borboni. Il monte Terminillo sullo sfondo la fa da padrone e il turismo invernale che ne deriva ha lasciato e continua a lasciare copiosi frutti anche alla città. A parziale contraltare di quanto appena detto, vanno ricordati i disastri del recente terremoto che ha coinvolto gran parte del Centro Italia e che non ha risparmiato alcuni centri della provincia di Rieti. Un nome che vale per tutti: Amatrice.

Il centro storico reatino è posto su una leggera altura e l’arteria di Via Roma, una delle più vive del centro, divide la città nei rioni medievali di San Francesco, San Rufo, della Verdura e Santa Lucia. Uno dei modi per accedervi, una volta arrivati da sud, è attraverso il passaggio del nuovo Ponte Romano. I resti del vecchio Ponte Romano sono giù in basso e sono le ultime tracce di ciò che venne costruito nel III secolo a.C. ma che negli anni Trenta fu definitivamente demolito a causa delle frequenti inondazioni del fiume che lo avevano più volte danneggiato. Percorsa in salita la già citata Via Roma, si arriva in Piazza Vittorio Emanuele, il cuore della città, ove sorge il Palazzo Comunale sede del Municipio ed il Duomo, con la cornice dei caffè storici della città, il Gengarelli e il Quattro Stagioni, mentre salendo a destra della via Roma, sorge il Teatro Flavio Vespasiano che è posto lungo via Garibaldi e che risale alla fine dell’800. Il Palazzo Vicentini, sede della Prefettura è un bel palazzo rinascimentale che insiste su Piazza Cesare Battisti. Da visitare il lato dell’edificio che è rivolto verso la Cattedrale e che è munito di una splendida loggia che affaccia su un giardino all’italiana da cui si gode una visuale panoramica sul lato sud della città. Percorse a ritroso le vie che ci hanno portato nel cuore di Rieti, troviamo al di qua del fiume Velino, in piazza Cavour, un singolare monumento dedicato alla nostra vecchia moneta nazionale, ovvero la lira. Realizzato con la fusione di due milioni di monete da 200 lire avvenuta a Parma, il bronzo che raffigura l’Italia turrita che sostiene una grande moneta da una lira fu posto proprio a Rieti al momento del primo anniversario del triste passaggio all’Euro (1 marzo 2002). Perche proprio a Rieti? Ovviamente per celebrare la centralità della città all’interno della Penisola italiana, già abbondantemente descritta in queste prime righe. Il piccolo rivolo d’acqua che scorre su un lato del bronzo, simboleggia sia il fiume Velino che l’elemento acqua, vera ricchezza della città da sempre.

Alla fine del breve tour reatino non posso che esserne sicuro: Umbilicus Italiae, per me è Rieti. Al bando le contestazioni. E mangiatevi un’amatriciana quando ci passate.

 

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