Viaggio in Italia

Viaggio in Italia. Ferentillo e le sue mummie

di Antonio Virduci - Nel sud dell’Umbria, in provincia di Terni, c’è un posto dove i corpi sepolti da centinaia di anni non sono andati in disfacimento. Il mistero delle mummie di Ferentillo ci riporta agli antichi egizi, ma non c’è nulla di voluto da terzi nel segreto che ha portato sino ai giorni nostri dei corpi perfettamente conservati e che si possono vedere nel museo apposito. La causa di tutto ciò forse risiede nei microorganismi del terreno che hanno fatto sì che una ventina di corpi siano arrivati intatti agli occhi di chi ora li osserva attonito. Ma nulla è sicuro circa il fenomeno naturale.

Il tutto è contenuto nel museo posto sotto la chiesa di Santo Stefano, nel pieno centro del paesino umbro ubicato a pochi chilometri di distanza da Terni. L’esigenza verso la metà dell’800 di dare sepoltura ai morti fuori le mura cittadine, così come aveva disposto il famoso editto napoleonico del 1804 decantato persino dal Foscolo, interruppe la consuetudine di seppellire i morti di Ferentillo nella cripta della chiesa di Santo Stefano. I frati cappuccini si rimboccarono le maniche e cominciarono a tirare fuori le salme per spostarle nel nuovo cimitero, ma subito si trovarono al cospetto di un fenomeno molto singolare.

Dalla terra emergevano cadaveri in buono stato di conservazione. Perché? Non è ben chiara la cosa, certo è che il terreno favorisce il processo di conservazione, tanto che negli anni successivi sono stati compiuti anche degli esperimenti tramite la sepoltura di carcasse di animali che il visitatore del museo può subito notare. Ebbene, puntualmente, il fenomeno di conservazione si è ripetuto. Ad esempio i resti mummificati di un’aquila che risalgono ai primi del ‘900 e un altro volatile non meglio identificato. Da segnalare che le mummie sono accolte in teche di vetro numerate, in modo da renderle così riconoscibili, in base a una stringata guida che viene consegnata all’ingresso del museo. E così potremo osservare i coniugi arrivati dall’antica Cina (attorno al 1750) per l’anno giubilare e colti da malattia mortale proprio a pochi passi dalla loro meta. C’è la madre morta di parto accanto al proprio neonato, e così il soldato francese morto per impiccagione. Tutto cristallizzato, tutto tristemente reale. Da vedere, il museo di Ferentillo. Le sue mummie vi aspettano per una parola di conforto.

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