Viaggio in Italia

Viaggio in Italia. Verona, una città bella come poche altre

di Antonio Virduci - Verona è uno dei gioielli più cari del ricchissimo patrimonio italico. Verona è storia, bellezza, letteratura. E’ anche molto altro, perché oltre il turismo c’è di più. Mobile, industriosa come poche, la città che si adagia sull’Adige è indubbiamente veneta di nascita, ma rappresenta una sorta di luogo di mezzo con il mondo germanico e strizza l’occhio ai laboriosi cugini lombardi, con i quali a volte si intende più che con i propri corregionali. Primo baluardo d’Italia alle discese dei barbari dal nord Europa, lungo il corso della storia è stata nell’ordine romana, gota, bizantina e longobarda; fu poi glorioso Comune e in seguito grande Signoria. Fu scaligera, viscontea e veneziana, e da tutti trasse grande insegnamento e benessere. Nel 1797, con il Trattato di Campoformio, Napoleone la cedette agli austriaci e qui il Risorgimento è cosa ben seria, con buona pace del triste fiorire contemporaneo di leggende storiografiche anti-unitarie. Basti pensare che L’Arena, il giornale della città, risale al 1866, quando gli austriaci furono fatti finalmente sloggiare con la Terza Guerra d’Indipendenza.

“Veronesi tutti matti”, recita un vecchio e celebre proverbio che evidentemente si riferisce al carattere particolare degli scaligeri, brillanti, estroversi e anticonformisti, addirittura in modo molto superficiale tacciati di razzismo, spesse volte per quella tifoseria della squadra di calcio della città, talvolta sopra le righe, ma famosa in tutto il mondo per uno stile che ha fatto scuola. Verona non è metropoli ma provincia, vero, ma con la P maiuscola, se permettete.

Il Viaggio in Italia di Goethe in pratica parte da questa città, visto che lo scrittore tedesco vi giunge, dopo aver attraversato il Brennero e aver fugacemente toccato Trento, Bolzano e qualche località sul Garda, esattamente il 14 settembre 1786. Qui Goethe visitò ovviamente l’Arena, ma anche il Museo Maffeiano, oltre ad avere il primo incontro con la scuola veneta di Tiziano, Tintoretto e Veronese. Risiedette nella città scaligera qualche giorno prima di dirigersi verso la vicina Vicenza, non prima di complimentarsi con i suoi abitanti: “I veronesi debbono essere lodati per come hanno conservato quest’opera (l’Arena). E’ costruita in un marmo rossiccio, corroso dalle intemperie; i gradini logori vengono, perciò, continuamente sostituiti uno dopo l’altro e quasi tutti sembrano nuovi”.

Piazza Bra e il suo “listòn”, ovvero il marciapiede lastricato che costeggia il fulcro cittadino ci accompagnano nel primo impatto con la città di Giulietta, tra l’altro nella giornata della maratona cittadina che riempie di colori sgargianti ciò che è bello già di suo. La visita all’interno dell’Arena è obbligatoria in questa soleggiata domenica di inizio primavera. Gli spazi sono immensi, la parte al coperto altrettanto suggestiva e gli operai al lavoro nella platea confermano l’importanza di questa struttura che continua ad essere sfruttata alla grande, sia adesso come duemila anni fa. Nei pressi dell’Arena sorge un altro monumento simbolo di Verona, ovvero la fortezza (ed ora museo dedicato al Medioevo) di Castelvecchio. Simbolo dell’indipendenza della città sotto la famiglia della Scala, trenta sale raccolgono innumerevoli tesori di scultura e di pittura, oltre che armi antiche e ceramiche. L’attiguo Ponte Scaligero parte da qui e attraversa l’Adige in uno degli scorci più fotografati della città. La Basilica di San Zeno è lungo questo percorso, mentre se si ritorna indietro si può percorrere il trafficatissimo e commerciale Corso Mazzini per raggiungere l’altra famosa piazza veronese, ossia Piazza delle Erbe, l’antico foro romano ed ancora oggi il luogo d’incontro preferito dai locali e dalle migliaia di turisti che poi si riversano nelle vie adiacenti, vista la vicinanza delle Arche Scaligere, Duomo, Palazzo del Podestà, Cansignorio e del Comune e la Torre dei Lamberti, altra 84 metri (ma c’è l’ascensore) e da cui si gode un panorama stupendo e da non perdere. E poi, nei pressi, la folla perenne all’interno della casa di Giulietta. Un mito, quello creato da Shakespeare, che non conosce flessione. Impressionante la cornice di giovani e meno giovani in processione fra le mura domestiche di questo palazzotto, dove nel cortile si fa la fila per toccare il seno alla statua, per non parlare delle lunghe attese per affacciarsi sul celebre balcone. Impossibile visitarla in un giorno la splendida e brillante Verona e perciò attraverso l’antico Ponte di Pietra ci portiamo nell’ultimo sito che il tempo tiranno ci consente di visitare e dal quale si gode una vista della città incomparabile, ovvero il Teatro Romano del I secolo a.C. di cui rimangono perfettamente integre cavea e gradinata che si affacciano letteralmente sul fiume. Come “prima” a Verona può bastare…

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