Viaggio in Italia

Viaggio in Italia. Il Vittoriale degli Italiani!

di Antonio Virduci - C’è un posto sul Lago di Garda che ogni italiano, almeno una volta nella vita, dovrebbe visitare. Il suo nome è “Il Vittoriale degli Italiani”. Si tratta di un complesso di edifici, vie, piazze, giardini, corsi d’acqua e persino un teatro all’aperto, che fu eretto da Gabriele D’Annunzio nel 1921 a Gardone Riviera, sulla sponda lombarda quindi del Lago. Quello che un po’ tutti sanno è che l’idea ab origine del Vittoriale fu quella di celebrare le imprese degli italiani durante la Prima Guerra Mondiale, nonché imprimere imperitura memoria alla “vita inimitabile” di Gabriele D’Annunzio, poeta-soldato dalle imprese leggendarie e dagli ideali ultranazionalisti, almeno analizzando la seconda parte della sua vita. Chiusa per sempre la fase mondana della sua esistenza e quindi i fasti della “Capponcina” e della “Versiliana”, netta linea di cesura esistenziale la guerra e l’impresa di Fiume, fu proprio all’epilogo di quest’ultima tribolata vicenda che D’Annunzio chiese ai suoi pochi collaboratori che lo avevano seguito da questa parte dell’Adriatico, un luogo in Italia ove trascorrere in tranquillità gli ultimi anni rimastigli. Il campo era ristretto ai laghi Maggiore e di Como, la Riviera di Ponente in Liguria e il bolognese. Oltre che la zona della Lago di Garda, la cui prima ricognizione fu affidata al fido Tom Antongini. Fu così che la scelta ricadde su una villa nascosta tra i cipressi e i faggi a monte di Gardone Riviera e precisamente in contrada Cargnacco. La pigione di allora (inizialmente il Vate fu solo inquilino) ammontava a seicento lire mensili e la villa fu appellata dal comandante “la colonica”.

Camminare all’interno del Vittoriale delizia la mente di qualsiasi cultore di storia contemporanea, indipendentemente dalle proprie visioni politiche. Lapidi, statue, motti, cimeli, il rischio è di restare a bocca aperta per un bel po’ di ore, perché per visitare bene l’intero complesso ci si deve prendere il tempo che occorre e che non è poco.

Il Parco del Vittoriale si può visitare dalle 9 del mattino fino alle 20 in estate, per l’inverno si chiude qualche ora prima ed è consigliabile acquistare i biglietti sul sito internet apposito in modo da prenotare anche l’orario di visita della Prioria, la casa vera e propria di D’Annunzio, che può essere vista al suo interno solo a orari e gruppi prestabiliti e per non più di 35 minuti con l’ausilio delle guide.

Stupire, stupire, stupire: lo aveva previsto in vita il poeta, in verità. Lui, il suo personale museo se lo era programmato per tempo, anche se passarono parecchi anni dopo la sua morte (giunta nel 1938) per vedere completato il complesso. Qui si venera il culto della bellezza, della storia e dell’arte e il Vittoriale aumenta di anno in anno il suo appeal.

Una Fondazione dannunziana, presieduta già da un bel po’ di anni dallo storico Giordano Bruno Guerri, ne conserva e soprattutto valorizza la memoria. Qualche numero per rendere l’idea: nel 2017 appena andato in archivio i visitatori che hanno oltrepassato i cancelli del Vittoriale sono stati 258.555, dato che rivela un più 10 per cento rispetto all’anno precedente. Obiettivo che Bruno Guerri si era dato per tempo e quindi pienamente centrato per il presidente riconfermato fino al 2021. Nel 2008, anno del suo insediamento, le visite ammontavano a 147 mila. Un balzo straordinario per il Vittoriale che si apre costantemente agli apporti dell’arte moderna, risultando nel vero senso del termine un museo en plein air, arricchito dalle recenti donazioni di grandi artisti come Riva, Pomodoro e Paladino.

I “pezzi forti” del Vittoriale? Difficile sceglierne alcuni a discapito di altri, certo è che una volta data un’occhiata al “Museo d’Annunzio segreto”, che espone lo sterminato campionario dei suoi effetti personali (scarpe, valigie, vestiti, profumi) e dopo aver visitato la dimora della Prioria, dove non è possibile scattare neppure una foto) ci sono tre cose che lasciano di stucco: la prima è il Mas 96 con il quale d’Annunzio aveva “osato l’inosabile” nel febbraio 1918, nell’impresa ricordata come la “Beffa di Buccari”. Meraviglioso questo motoscafo con una scenografia che lo rappresenta in mare aperto pur essendo al chiuso ormai da decenni. La seconda “meraviglia” è la Regia Nave Puglia nel bel mezzo del parco dalla cui prua (quella originale!) si può ammirare il Lago di Garda. Un cimelio suggestivo e imponente che fa subito pensare al lavoro immane che occorse per trasportare lo scafo fin qui. E infine l’aereo con il quale il 9 agosto 1918 d’Annunzio volò su Vienna per lanciare i volantini con l’annuncio della vittoria italiana. L’aereo è agganciato alla cupola dell’auditorium e la scenografia nel complesso è spettacolare. E poi il Museo “D’Annunzio eroe” con i suoi cimeli, il Museo “L’Automobile è femmina”, la Piazzetta dalmata, il misterioso arengo, il canile, il laghetto delle Danze. E tanto altro ancora. Appellativi e terminologie partoriti dal genio della sua mente come il Portico del Parente (riferendosi a Michelangelo), la Valletta dell’Acqua pazza, il Ponte delle Teste di ferro, la terrazza di Schifamondo.

Il Vittoriale, il tempio del culto italico. Almeno una volta nella vita, andiamoci tutti. Ne vale la pena.

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