Viaggio in Italia

Viaggio in Italia. Monte Argentario, Grosseto

di Antonio Virduci - C’era una volta un’isola che poi, con il passare dei secoli, isola non fu più. L’Argentario oggi è altro; geograficamente parlando, infatti, si deve definirlo un promontorio. Un bellissimo promontorio, doveroso aggiungere, e uno dei posti di mare in assoluto fra i più belli in Italia. Dato molto oggettivo questo, tra l’altro confortato dai numeri. Siamo nella parte marittima della Maremma toscana che comprende anche i comuni di Ortobello, Albinia e Talamone.

Ci troviamo quindi nella provincia di Grosseto, e qui il turismo è davvero cosa importante a basilare per il territorio. Scorci stupendi, strutture all’avanguardia, e tanta natura realmente protetta e valorizzata a disposizione di un flusso di visitatori perenne. Spettacolari quelle due strisce di sabbia – sono detti tomboli – che nel corso dei secoli si sono sollevati (per motivi diversi) e hanno unito la terraferma all’Argentario. Quello più a sud è chiamato della Feniglia, l’altro della Giannella, a cui si è aggiunto al centro un istmo naturale che corrisponde alla diga di Orbetello e che ora conduce al promontorio (dal punto di vista amministrativo il Comune di Monte Argentario) per chi proviene da fuori con l’auto o qualsiasi altro mezzo.

Conosciuto e frequentato già nell’antichità, l’Argentario ha conservato alcuni gioielli storici come i forti spagnoli (Forte Stella, La Rocca, Forte Filippo e la Fortezza) e le torri di avvistamento che all’epoca dello Stato dei Presidi (1300) difendevano il territorio dagli attacchi dei pirati saraceni. I due centri abitati del promontorio sono Porto Santo Stefano a Nord (dove ha sede il comune) e Porto Ercole a Sud, antichi borghi di pescatori che hanno fatto poi del turismo la loro risorsa principale. Va detto che con il buon governo spagnolo, la zona conobbe il massimo splendore e divenne un porto a livello europeo. Nel 2014 Porto Ercole è stato inserito tra i borghi più belli d’Italia. Il lungomare di Porto Santo Stefano, invece, è stato disegnato da Giorgetto Giaguaro ed è bellissimo giungervi nel tardo pomeriggio, quando si può assistere al rientro delle paranze. Qualche chilometro ancora percorso con la macchina e nei curvoni della strada che si inerpica in alto, appaiono sullo sfondo le isole di Giannutri e del Giglio da ammirare all’ora del tramonto. Assolutamente da raggiungere, se si ha tempo, la sommità del promontorio, sulla vetta del monte Telegrafo (635 s.l.m.). Da qui la vista sulla costa toscana è stupenda.

In alto per gli occhi, di nuovo giù sulla riva del mare per gli altri sensi. I locali e il buon pesce abbondano all’Argentario. La zuppa di pesce tipica della zona, assolutamente da gustare, è il “caldaro”, magari dalle parti del porto turistico di Porto Ercole, chiamato di Cala Galera, che è stato uno dei primi porti privati costruiti in Italia e che si trova a circa 3 chilometri dal centro. Realizzato negli anni ’70, può oggi contare su 700 posti barca.

I vicoli di Porto Ercole vecchia sono un’altra delle attrazioni da vivere per chi giunge per la prima volta da queste parti. A un certo punto ci si troverà di fronte alla tomba mausoleo di uno dei più grandi artisti italiani dell’antichità, ovvero il Caravaggio. Peripezie non ancora interamente svelate lo portarono qui nel corso del luglio del 1610. Michelangelo Merisi da Caravaggio, secondo le cronache dell’epoca, sarebbe morto di malattia.

Nonostante il sole di primo aprile non sia il massimo, la gente già affolla la lunga spiaggia sabbiosa, riparata da ombrose pinete, della Riserva naturale della Feniglia. Esperienza unica anche questa percorrere il sentiero di ben 6 chilometri, dove sono immancabili gli incontri con i daini o altra fauna protetta. Mare aperto a sud in questa lingua di terra, la laguna di Orbetello a Nord con le varie postazioni per osservare fenicotteri e altri volatili, abilmente mimetizzate nella vegetazioni; un centinaio di metri la distanza tra le due “coste” per i due usi molto diversi tra loro a vantaggio del visitatore.

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