Viaggio in Italia

Viaggio in Italia. Isernia, città travagliata

di Antonio Virduci - Affascinante la terra del Molise. Una regione amministrativamente giovane che si è affrancata in corso d’opera dall’Abruzzo, così come la città di Isernia dalla vicina Campobasso, unica città capoluogo della regione quest’ultima, ma solo fino al 1970. Isernia e gli isernini, infatti, mal digerirono da subito il predominio dei cugini, tanto che nel 1957 si scatenò in città una protesta dai toni molto forti, con blocchi stradali e scontri con le forze dell’ordine. Uno dei primissimi casi di rivolta urbana nell’Italia post repubblicana, a ben pensarci. Una storia travagliata quella di Isernia, insomma, visto che durante la Seconda Guerra Mondiale andò anche peggio in termini di sangue versato, causa il bombardamento subìto per mano degli aerei Alleati che il 10 settembre 1943 provocò la morte di centinaia dei suoi abitanti e la distruzione addirittura di un terzo dell’abitato. Nonostante ciò, Isernia rinacque con la ricostruzione operata nel dopoguerra che a monte della parte vecchia realizzò scuole, case e infrastrutture di ottima qualità. Si dice, però, con poco aiuto da parte dello stato centrale, come racconta anche Guido Piovene capitato da queste parti a metà degli anni ’50 nel suo tour di Viaggio in Italia. La posizione della città è strategica in qualità di snodo fra la via che porta alla costa adriatica con quella che conduce dalla parte opposta, ovvero al Tirreno. Poco più di ventimila abitanti, la via commerciale per eccellenza dedicata a Garibaldi e un museo assolutamente da visitare, quello del Paleolitico appena fuori città, essendo stato appurato il fatto che questo luogo fu uno dei primi insediamenti d’Europa di quell’età. Isernia sorge in un crinale che separa due corsi d’acqua paralleli e la sua parte più vecchia, e quindi più densa di monumenti, sta in basso. La Cattedrale dedicata a San Pietro sorge su un antico tempio pagano, i cui resti si possono ammirare con una piacevole visita guidata. E’ detto il tempio di Giove e fu dedicato con molta probabilità alla triade capitolina (ovvero oltre Giove anche Giunone e Minerva). Il campanile della cattedrale, è attraversato dal cosiddetto Arco di San Pietro ed è situato tra il fianco sinistro del tempio e l’Università e da qui si snoda il pittoresco Corso Marcelli, almeno in questo giorno di mercato di mezzo giugno che vede esposti nei suoi angoli i prodotti alimentari più vari e genuini della zona. Il simbolo della città di Isernia, però, è senza dubbio la Fontana Fraterna, con i suoi sei poetici getti d’acqua. Inserita fra le fontane monumentali d’Italia, questa si trova ora in piazza Celestino V (Papa nato qui), ma in precedenza stava nella piazza della Fraterna da cui prese il nome, almeno fino al bombardamento già evocato del 1943, a seguito del quale fu pesantemente danneggiata. La fontana, dalle inusuali forme di un loggiato, fu ricostruita fedelmente negli anni successivi, ma fu spostata nella sua ubicazione attuale, ove sorge a pochi passi di distanza il Museo civico della Storia e della Memoria. Piccolo e ben curato, il museo è diviso in tre sezioni e racchiude, come recita la home page del sito internet apposito, “l’orgoglio e le ferite della città”. Ci aiuta nella sua visita la cordiale signora Maria. C’è una prima curatissima sezione dedicata agli orrori e distruzioni subiti dagli abitanti durante il secondo conflitto mondiale, e poi quella dedicata al Papa del “gran rifiuto” come lo definì Dante Alighieri nella Divina Commedia, ovvero Celestino V che qui ebbe i suoi natali. E poi la sezione dedicata alla storica arte del tombolo, il famoso merletto isernino. Vi è inoltre una sala, molto ma molto interessante, dedicata a un momento molto cruento del Risorgimento, quando in queste vallate le truppe di Garibaldi trovatesi inaspettatamente in inferiorità di uomini e mezzi, furono decimate con metodi alquanto cruenti (persino l’evirazione dei cadaveri da parte delle donne del posto) dalla popolazione fieramente fedele alla corona borbonica. D’altra parte, a unificazione avvenuta, queste furono zone calde per via del brigantaggio, con la banda Fuoco a fare la voce grossa per un bel po’ di tempo. Altri tempi, per fortuna, che però evidenziano e cristallizzano il carattere ribelle e orgoglioso del popolo molisano e isernino in particolare. Molise lontano dal flusso turistico, ma da scoprire. Viaggio in Italia ci ritornerà nei prossimi mesi.

     

   

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