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Politica Estera

In Germania avanza la destra anti immigrazionista

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di Giorgio Arconte – Angela Merkel si rovescia da sola. Lei e l’Spd illudono i cittadini, che si tratti di finanza o di crisi dei migranti, sono sul punto di liquidare questo Paese e per questo le persone votano Afd”, così Frauke Petry – leader di Alternativa per la Germania – saluta gli esaltanti risultati delle regionali nel piccolo land di Mecklemburgo-Pomerania che vedono il suo partito affermarsi al 21,4%. Meglio dell’AfD solo i socialisti del SpD che però hanno subito un netto calo di consensi passando dal 35% a circa il 30% mentre il partito della Merkel, il CdU, si ferma al 19,4%. Ma il crollo dei consensi è un po’ generale: il partito di sinistra Linke scivola dal 18% al 12%, i Verdi dal 8,7% al 5% ed i neonazisti del NPD escono dal parlamento regionale passando dal 6% al 3% (lo sbarramento è al 5%).
L’AfD, quindi, si impone “rubando” voti un po’ a tutti i concorrenti e riuscendo a coagulare intorno a sé un dissenso diffuso per tutto il Paese. L’apertura incondizionata delle frontiere in favore di un’immigrazione selvaggia, infatti, sta creando sempre più malcontenti fra i tedeschi costretti in un solo anno ad accogliere addirittura 1,1 milioni di profughi. Lo scorso anno la Merkel dichiarava “ce la faremo” ad accogliere tutti i migranti ma adesso lo stesso premier tedesco comincia a tremare perché l’AfD si candida seriamente ad essere una seria alternativa di governo per tutta la Germania
Non bisogna però farsi ingannare dalle apparenze. Seppur la lotta all’immigrazione resta il cavallo di battaglia dell’AfD, e nonostante questi venga bollato negativamente dai media italiani come  un movimento populista, l’AfD resta un partito di destra conservatore e liberale ben lontano dalle posizioni euroscettiche del Front National. Nonostante ciò c’è un dato importante da valutare: la destra che non ha paura di definirsi identitaria e che non ha paura di essere radicalmente critica rispetto all’ondata immigrazionista continua a riscuotere consensi e successi. Dalla Francia alla Germania, passando per la Polonia e l’Ungheria comincia a soffiare un vento nuovo in Europa. Oggi è troppo presto per avere un quadro complessivo tale da poter emettere un giudizio positivo o negativo, di certo però è un segnale di cambiamento molto importante e che deve lasciare ben sperare. Un segnale che, fra una ruspa ed una fiammella, speriamo si riesca a cogliere anche in Italia.
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