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Diario per un viaggio in motocicletta, dall’America Latina un messaggio alla «Generazione Erasmus» targata UE

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Diario per un viaggio in motocicletta, dall’America Latina un messaggio alla «Generazione Erasmus» targata UE

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di Francesco Marrara – Nel dicembre 1951, Ernesto Guevara e Alberto Granado, grandi amici e compagni di studi, decisero di affrontare un lungo viaggio. Con una motocicletta ribattezzata «la Poderosa», e successivamente a piedi o con mezzi di fortuna, i due partendo dall’Argentina attraversarono il Continente Latinoamericano fino a giungere al Venezuela.
La sete di conoscenza dei bisogni della gente e la volontà di scoprire nuovi orizzonti spinsero Granado e Guevara a proiettarsi con entusiasmo in questa incredibile avventura. Non come turisti ma come veri ricercatori sociali. Non per scattare foto a paesaggi e monumenti ma per immergersi nella miseria umana. Non per comprare beni od oggetti superflui ma per alleviare il più possibile il dolore umano. Non per hobby ma per desiderio di sentirsi pieni di vita.
Sette mesi di avventure e incontri: da Machu Picchu al lebbrosario di San Pablo. Dalle bellezze paesaggistiche alla miseria degli Indios. Dal corteggiamento alle ragazze, allo smantellamento pezzo dopo pezzo della moto compagna di viaggio. Insomma, un’esperienza destinata a forgiare la tempra del biologo di Córdoba e del futuro comandante della Rivoluzione Cubana. Una volta rientrato il «Che» raccolse tutti gli appunti di viaggio in un diario che di lì a poco ne sarebbe diventato la sua opera più celebre.
Perché l’avventurosa esperienza di Guevara e Granado, terminata il 26 luglio 1952, dovrebbe far riflettere le giovani generazioni del Vecchio Continente? Molto spesso sentiamo dire in TV o alla radio che la fortuna dell’Europa è stata l’abbattimento dei confini, che di fatto hanno consentito la libera circolazione di tutti i cittadini appartenenti agli Stati firmatari della Convezione di Schengen. Finalmente la «Generazione Erasmus», fondata sui valori dei «viaggi low-cost», ebbe così piede libero di iniziare a girovagare per tutta l’Europa. Attenzione! Lo scambio interculturale fra giovani studenti europei non deve essere messo assolutamente in discussione. La note dolenti di questo processo sono ben altre. In primo luogo, i giovani devono concepire l’Europa non come «paradiso terrestre» fondato solamente sui «viaggi low-cost», sulla libera circolazione, bensì come entità costituita sui sani valori del rispetto e l’orgoglio della propria e dell’altrui Identità Nazionale. In secondo luogo, i giovani devono comprendere che oggi esiste un Unione Europea che strozzina quotidianamente, attraverso istituzione bancaria in mano a soggetti privati (Banca Centrale Europea), tutti i popoli d’Europa a causa dell’emissione a debito di una moneta creata dal nulla.
La sete conoscenza di nuovi orizzonti, deve passare attraverso la consapevolezza interiore di voler sognare un Europa diversa da quella attuale, dominata dai mercati e della finanza speculativa. D’altronde anche il giovane laureando in medicina Ernesto «Che» Guevara quel giorno di dicembre del 1951, iniziò a sognare assieme all’amico Alberto, un’America Latina sovrana ed indipendente. Il viaggio fu sostenuto in parte con pochi risparmi, in parte con il sostegno delle popolazioni dei luoghi in cui si trovavano… All’epoca, «viaggi low-cost» e «Generazione Erasmus» non esistevano. Ci si muniva di qualche soldo, volontà di giustizia, sano patriottismo e tanta speranza!
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