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Quale futuro per le nuove generazioni?

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Quale futuro per le nuove generazioni?

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di Francesco Marrara –  «Definirsi di destra o di sinistra è uno dei modi che un uomo ha per autoproclamarsi imbecille». In un epoca in cui la politica è in preda al dominio del denaro, il pensiero del filosofo e saggista spagnolo José Ortega y Gasse risulta essere quanto mai attuale. «Destra» «Sinistra», hanno finalmente svelato la loro vera identità accasandosi sotto l’ala protettrice del turbo-capitalismo finanziario. Valori ed ideali sono stati palesemente traditi. Uomini e donne che vi hanno creduto, sono stati illusi e derisi.
Gli interrogativi da sollevare sarebbero molteplici, ma uno più di ogni altro merita di essere posto alla nostra attenzione. Le giovani generazioni hanno compreso realmente che il loro futuro è ancorato alle decisioni di chi controlla la gestione del potere monetario e la politica non è altro che una mera esecutrice di ordini provenienti dall’alto? Purtroppo, sembra proprio di no. I giovani, continuano a ripetere gli stessi slogan post-sessantottini: linguaggio ed idee preconfezionate non più in linea con gli avvenimenti dei nostri tempi. E mentre il vero potere cerca di imporci quotidianamente il nuovo «dizionario della neolingua», i giovani si fanno logorare anima e corpo da vecchi quanto mai inutili stereotipi. In un periodo storico in cui tutto dovrebbe essere messo in discussione, il «giovane democratico» assorbe come una spugna soprattutto se legato a logiche di partito. Quegli stessi partiti che senza distinzione di colore, si sono svenduti allo sterco del demonio, il denaro. Parafrasando il filosofo Diego Fusaro: «E mentre i giovani di destra se le suonano con i giovani di sinistra; mentre gli italiani se le suonano con i migranti; mentre i rossi se le suonano coi neri: mentre tutto questo accade, i banchieri e i re della finanza ci privano del futuro e si sfregano le mani.» Il superamento delle dicotomie «destra/sinistra» potrà avvenire solo se i giovani, unendosi sotto un’unica bandiera come nel marzo 1968 a Valle Giulia, riusciranno a comprendere la grande truffa della moneta-debito . Il potere del denaro, d’altronde non ha colore politico e non a caso uno degli uomini più potenti del pianeta, Nathan Rothschild, tempo fa affermò: «Datemi la possibilità di emettere la moneta di un Paese, e non m’importerà chi farà le sue leggi».
Occorre ripartire da un ampio progetto culturale. I giovani devono formarsi uno spirito critico e devono tornare ad essere curiosi. Quindi non più scuole di partito, ma centri studi, associazioni e circoli culturali «apartitici». Non solo libri scolastici o universitari (sempre più carenti nei contenuti), ma anche lettura di «libri proibiti» e  sfruttamento proficuo di Internet e delle moderne tecnologie. Il ritorno alla «sovranità culturale» è il primo passo affinché le giovani generazioni possano rappresentare in maniera del tutto dignitosa la futura classe politica dirigente. Momentaneamente è solo una grande utopia e lo sarà fin quando non capiremo che «senza la sovranità monetaria le nuove generazioni non avranno altra scelta che quella tra il suicidio e la disperazione.»*. Starà ai giovani ricercare una via per una «nuova sintesi» senza ricadere negli errori del passato.
Note a margine
*Frase estratta da uno tanti interventi del compianto professore Giacinto Auriti. Per saperne di più: http://www.giacintoauriti.eu/  e   https://www.youtube.com/user/ScuolaAuritianaSimec
Per ulteriori spunti di riflessione
https://italiaproletaria.wordpress.com/2015/09/08/democrazia-loppio-dei-popoli-sovrani/
https://italiaproletaria.wordpress.com/2015/07/20/destra-e-sinistra-ricerca-di-una-nuova-sintesi-e-superamento-di-due-inutili-recinti-politici/
https://italiaproletaria.wordpress.com/2015/09/08/democrazia-loppio-dei-popoli-sovrani/
http://accademiadellaliberta.blogspot.it/2016/02/oltre-destra-e-sinistra-il-titolo.html
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