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Politica Estera

L’Ungheria dice NO all’immigrazionismo UE

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di Giorgio Arconte – Domenica 2 ottobre in Ungheria il popolo è stato chiamato a votare per un referendum in cui si è chiesto se accettare o meno la politica di smistamento dei migranti imposta dall’UE e gli ungheresi hanno risposto un secco NO. Ben il 98,3% dei votanti si è espresso contro le quote per la ripartizione dei migranti tra gli stati dell’UE ma questo grande risultato, purtroppo, è viziato dal mancato raggiungimento del quorum. L’affluenza si è fermata solo al 43,42% perciò il referendum di fatto non è valido anche se questo dato non sembra importare a Viktor Orban, il determinato premier ungherese in carica dal 2010. “Le conseguenze giuridiche entreranno in vigore in ogni caso lo faremo se la votazione è valida, ma anche se non lo è. L’unica condizione è che ci siano più no che sì” così, infatti, ha commentato il premier ungherese chiarendo che il mancato raggiungimento del quorum non lo farà desistere dalla lotta contro i dogmi di Bruxelles che già hanno aperto le porte a milioni di immigrati.
Orban ed il suo partito nazional-conservatore, il Fidesz (Unione Civica Ungherese), pur essendo dentro il PPE, da sempre sono critici verso le politiche economiche e sociali promosse ed imposte dall’UE, in particolare da sempre continuano a rifiutare la politica immigrazionista sostenuta dal trattato di Schengen e vigente nelle principali capitali politiche europee, Italia inclusa. Già lo scorso anno fece clamore la costruzione del “muro anti immigrati” ai confini con la Serbia, ovvero una lunga barriera fatta di filo spinato che ha fermato l’enorme flusso di migranti che, attraverso i Balcani, percorrevano l’Ungheria per introdursi in Europa. Una scelta che aveva indignato la Merkel e tutto il mondo radical-chic europeo ma che sembra convincere il popolo ungherese.
Ad oggi l’Ungheria di Orban rappresenta una delle principali opposizioni alle politiche dell’Unione Europea nonché rappresenta una delle esperienze di governo identitarie al quale guardano con molta curiosità e fiducia tante espressione di una certa “destra” italiana. Di certo alla destra ungherese non manca il coraggio di essere e di fare.
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