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Politica Estera

Con Trump dall’America una spinta impertinente

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di Pasquale Morisani – All’ultima ricorrenza che celebrava i moti reggini di Luglio70 un manipolo di idealisti ha voluto enfatizzare l’idea di una Comunità militante che riuscisse ad essere interprete autentico di quel sentimento nazionalpopolare che dalla Grecia, all’Inghilterra, fino in Ungheria ha dato forma alla Rivolta ed al riscatto contro i poteri forti e le logiche finanziarie massificanti. In quell’occasione, questo determinato manipolo è stata modesta ma coraggiosa avanguardia di quel sentire che oggi, proprio nell’America patria della globalizzazione, capovolge le sorti della guida presidenziale.
Pare ormai essere necessario ritrovare forza e coesione su un percorso nuovo che della Politica sappia interpretare un ruolo non più finalizzato alla conquista del potere ma, ancor prima, sia volontà di riscatto delle comunità, emancipate dal bisogno e da quella mistificazione autoreferenziale che in questo secolo, sull’altare di inconfessabili interessi lobbistici, sacrifica sovranità ed identità nazionali.
La vittoria di Trump può dare vigore contro la dittatura mediatica arruolata al servizio del pensiero unico, dimostrando come sia possibile capovolgere la partita e restituire alla res pubblica il dominio della tribuna; per capire chi ha vinto negli Stati Uniti d’America basta guardare alla reazione scomposta e nevrotica delle borse internazionali, ferite da una scossa populista che ha ribaltato il tavolo.
Questa la via per una Politica futurista, aperta all’incontro, al dibattito, all’inclusione culturale e sociale ma irrinunciabile nei fondamentali valoriali e di libertà, segnata da un linguaggio diretto che deve trovare nel Popolo la sua prima interpretazione condivisa. Dinanzi a questo chi ancora intende racchiudere la partecipazione e la rappresentatività in sigle e partiti su logiche miopi e superate dalla storia, dovrà essere bandito e cedere il passo a quelle forze movimentiste che si battono con innovata consapevolezza e determinazione, osando nella battaglia con fede e senza calcolo di risultato.
In gioco sono i destini di intere generazioni ed il tempo, come la speranza al crepuscolo, va nella direzione di un vento ribelle ed impertinente.
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