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Politica Estera

Elezioni in Bulgaria e Moldavia, uno schiaffo impertinente all’UE

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di Giorgio Arconte – In Europa il vento sembra stia cambiando ma forse un po’ in tutto il mondo questo cambiamento comincia ad avvertirsi e non solo per la vittoria di Trump.
Negli ultimi mesi sia l’India che le Filippine e la Turchia, storici alleati dell’Occidente, hanno voltato le spalle agli USA per rivolgere i propri interessi e le proprie amicizie alla Russia di Putin mentre si fanno sempre migliori i rapporti con la Turchia ed Israele. Insomma, il sogno americano sembra non essere più così affascinante tanto che Bulgaria e Moldavia hanno appena eletto due presidenti dichiaratamente filorussiRumen Radev in Bulgaria, e Igor Dodon in MoldaviaCerto, i due Stati rappresentano realtà molto piccole, né i due presidenti hanno poteri costituzionali tali da poter permettere un netto allontanamento dall’UE ma ugualmente l’elezione dei due candidati filorussi è un pugno nello stomaco nel cuore dell’Europa.
Dopo il voto britannico che ha sancito la vittoria de Brexit e l’uscita del Regno Unito dall’UE, ormai è palese la difficoltà che stanno incontrando i partiti europeisti. La politica di aperto scontro con Mosca promossa dall’uscente amministrazione statunitense e sostenuta dai fedeli alleati europe,i non ha portato alcun vantaggio, anzi, tutt’altro. Nel corso di questi anni il grande sviluppo economico ha reso il mercato russo molto importante per quei paesi storicamente legati a Mosca e che non sono ancora in grado di competere con i paesi europei più ricchi, motivo per cui le sanzioni imposte in seguito alla crisi ucraina hanno anche avuto effetti negative per le piccole economie dell’Est. Conseguenze che anche diverse economie europee, in primis quella italiana, stanno pagando a caro prezzo.
Adesso si attendono i risultati delle presidenziali in Austria del 4 dicembre ed anche qui per l’establishment potrebbero esserci sorprese spiacevoli qualora il partito nazionalista (FPO) guidato da Hofer dovesse prevalere sul verde Van der Bellen. Se il Partito della Libertà (FPO) dovesse risultare vincitore ne troverebbe sicuro giovamento tutto il movimento critico verso le politiche di austerità dell’Unione Europea e la gestione dell’emergenza immigrazione e, chissà, potrebbe essere profetico per l’incoronazione di Marine Le Pen il prossimo anno alle presidenziali francesi.
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