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Politica Nazionale

Immigrazione: lentamente scricchiolano i miti della retorica buonista

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di Antonio Giuseppe D’Agostino – Nessuno lo dica alla Boldrini, o al Governo del finto altruismo fra i popoli, che non fa nient’altro che legittimare un’invasione di popoli e culture. Quello che sta emergendo dalle indagini sul cosiddetto “omicidio di Fermo”; dove un italiano si sarebbe difeso contro l’aggressione di un immigrato, dopo avere offeso oscenamente la moglie, ha dello scandaloso. Ai funerali di Emmanuel Chidi Nnamdi, accanto alle alte cariche dello Stato, ci sarebbero stati anche membri della potentissima e violentissima mafia nigeriana Black Axe, recentemente sgominata a Palermo.

A scriverlo non è il solito giornalaccio della destra razzista e xenofoba, ma un vicequestore della Polizia di Stato che, commentando l’informativa, asserisce come quella presenza “rivelerebbe che il deceduto faceva parte della stessa confraternita”. In poco più di una settimana, cadono alcuni stereotipi su quanto sta accadendo in Italia a seguito dell’immigrazione e del giro di affari che vive di essa e delle condizioni di schiavitù spesso imposte da aguzzini, che hanno lo stesso colore della pelle e la stessa provenienza delle vittime. Con la complicità, naturalmente, non solo di chi vive e si arricchisce con del volontariato falso e ipocrita, ma vuole negare l’evidenza per legittimare la sua menzogna.

Perché scomodare il razzismo, la xenofobia e il fascismo, non vuole dire nient’altro che mascherare il problema per continuare a non vedere lo stato di anarchia che vige nel nostro Paese, grazie a un buonismo smodato e interessato. Degli oltre 450 mila immigrati entrati illegalmente in Italia, dati forniti dall’Antimafia di Bologna, solo il 23% avrebbe diritto a ottenere l’asilo politico. Tradotto in termini popolari, il 77% non fuggirebbe da guerre e disperazione, non avrebbe nessuna valida ragione per rimanere a spese del nostro Governo, quindi dei cittadini, sul territorio italiano.

Una realtà convalidata anche dall’ultima relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta che certifica un altro dato disarmante: nel biennio 2015-2016 su 300 mila ingressi, 219 sarebbero maschi e sui 14 mila minori (numeri arrotondati per difetto) il 94,1% sono ragazzi e neppure minorenniSe un immigrato dichiara di avere 16 anni, ma l’esame auxologico (crescita delle ossa) stabilisce che ne ha 18 o più, ecco che magicamente in Italia le autorità dichiarano i 17 anni, perché nel dubbio viene comunque considerato minorenne.

Secondo i dati forniti, inoltre, la maggioranza degli immigrati proverrebbero dalla Nigeria, dal Gambia e dalla Guinea e per questo motivo la percentuale delle richieste accolte scende al 4%, non tenendo in considerazione la “protezione umanitaria”, strumento tipicamente italiano. Come peculiarmente italiana è la scomparsa dei richiedenti d’asilo che non ottengono lo status, che si perdono letteralmente nelle maglie del sistema Italia: fra sparizioni, ricorsi ai tribunali e mancate espulsioni i numeri si aggirano intorno ai 55 mila. Fin qui i numeri, che raramente sbagliano in quanto la matematica non è un’opinione, perché a tacitare i falsi moralisti, gli ipocriti dell’accoglienza spregiudicata, recentemente è intervenuto anche il Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri.

Da sempre impegnato a combattere la mafia, nella sua declinazione calabrese di ‘Ndrangheta, e per questo costretto a vivere una vita sotto scorta, il Magistrato (all’interno di un’intervista rilasciata a “Il Giornale”) ha minato chi ancora punta il dito sulla locuzione “aiutiamoli a casa loro”, considerata l’espressione massima del razzismo xenofobo e fascista.

Parlando della tendopoli di Rosarno, luogo in cui gli immigrati vivono in pessime condizioni autogestendosi e con molti episodi di violenza criminale, il Magistrato Antimafia ha sottolineato “bisogna andare in Africa e, con un sesto del costo di questo pessimo servizio taxi che si fa nel Mediterraneo, si devono avere il coraggio e la volontà per costruire strade, pozzi, serre, scuole, con un sesto della spesa di quanto ci costa una nave al giorno. Lì si deve dare aiuto concreto. Si dà la canna da pesca a queste persone, non il pesce”.

Altro che razzismo e xenofobia, che odio verso l’altro diverso da noi, qui il postulato diventa Confucio. Quello che emerge, da queste vicende è come la morale falsa e retorica sta lentamente cominciando a scricchiolare, a sfaldarsi, facendo emergere il suo vero volto: il businessMa nessuno lo dica alla Boldrini, o al Governo del finto altruismo fra i popoli, che non fa nient’altro che legittimare un’invasione di popoli e culture.

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