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La controinformazione come strumento di impertinenza culturale

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La controinformazione come strumento di impertinenza culturale

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di Francesco Marrara – Bisognerebbe riflettere sull’attuale situazione di degrado culturale che imperversa in Italia ed in generale in tutto il mondo occidentale. Mancando delle solide basi di una vera e propria educazione scolastica – in grado di formare delle menti libere, critiche e pensanti – è diventato sempre più facile, per insegnanti e studenti, riportare all’interno delle aule i falsi miti e le mezze verità santificati dai mass-media di regime. La Brexit, le elezioni americane, la campagna elettorale sul referendum costituzionale, rappresentano solo alcuni dei tanti esempi di decadenza di stile – oltre che di carenza di contenuti – da parte dei tradizionali mezzi di comunicazione di massa. Ecco che, proprio in questo contesto, emerge il ruolo della controinformazione o informazione alternativa.
Glorificata da pochi e criticata da molti, la controinformazione oggi più che mai rappresenta quell’ancora di salvezza della nostra sovranità culturale e umano-individuale, ed Internet ne rappresenta la sua quinta essenza. Chi vuole costruirsi un pensiero alternativo e allo stesso tempo critico ed impertinente, non deve fare altro che collegarsi sulla rete: si troveranno tantissimi siti, pagine, blog, riviste, giornali e libri che permettono all’utente – qualunque sia la sua formazione culturale – di visualizzare, discernere e confrontare tutte le informazioni con ciò che viene divulgato quotidianamente su giornali, radio e TV. Starà poi alla singola persona formarsi una propria opinione. L’informazione alternativa non rappresenta la soluzione a tutti i mali della disinformazione di massa, piuttosto deve essere intesa come strumento utile di cui servirsi per poter poi tramutare in realtà un vero e proprio pensiero alternativo. Essa nasce proprio per essere messa quotidianamente in discussione, poiché l’obiettivo deve essere quello di ricercare costantemente la realtà. Quest’ultima mistificata giornalmente da chi controlla il monopolio dell’informazione. Quindi, attenzione! Mai fidarsi ciecamente. Si sa, in rete circolano troll e debunkers che vengono pagati profumatamente al fine di creare confusione e incertezza: 11 settembre 2001 docet!
Tuttavia, esistono tante realtà che quotidianamente – non solo sulla rete – si battono con sacrifico per affermare la realtà a qualunque costo aldilà di pregiudizi e critiche. È proprio su questo che bisognerebbe puntare: iniziare a fare rete tra tutte le comunità alternative per il ripristino di tutte le libertà e sovranità perdute: ripartire dalla cultura per progettare una nuova sintesi di carattere politico.
Ecco perché nell’epoca della dittatura mediatica, controinformarsi è il primo atto impertinente.
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