LOADING

Type to search

Quando i dipendenti salvano le aziende italiane in fallimento

Politica Nazionale

Quando i dipendenti salvano le aziende italiane in fallimento

Share
di Francesco Marrara –  In un Paese dove il debito pubblico ammonta a circa 2 miliardi e 230 milioni di euro e la disoccupazione è ormai un dato di fatto, nel comune di Albavilla (Como) esiste una ditta produttrice di antifurti elettronici per auto e moto  che, nonostante la perseverante crisi economica che attanaglia l’Italia e tutto il Mondo Occidentale da ormai dieci anni, è riuscita a sopravvivere grazie alla tenacia dei suoi dipendenti. «Nel 2015 il titolare voleva chiudere, in 15 giorni abbiamo rilevato l’attività e siamo stati eletti Capitani dell’anno» e ancora «ci abbiamo messo i nostri risparmi, lavoriamo il doppio e siamo in attivo»«Il nostro segreto? L’unione fa la forza.» Questi, sono alcuni estratti dell’intervista rilasciata da Angelo Chianese al quotidiano indipendente «La Verità» di martedì 13 dicembre 2016.
Quello del Comasco, tuttavia, non è l’unico caso di salvataggio dell’azienda da parte dei lavoratori. Ad esempio, da fine 2015, grazie al coraggio di 15 lavoratori, aiutati dalla Fondazione Comunità di Messina, è ripartita la produzione della Birra Messina, storico marchio di origine siciliana. Di esempi come questi appena accennati ne possiamo trovare tanti nella storia del nostro territorio. I lavoratori, infatti, rifiutano di sottomettersi allo strapotere dettato dalla globalizzazione dei mercati ed per questo che, mancando i finanziamenti da parte degli istituti di credito o peggio ancora venendo lasciati in balia del proprio destino dallo Stato, essi si rimboccano le maniche e con grandi sacrifici umani ed economici, decidono di diventare i veri protagonisti dell’attività aziendale.
Questo è solo un metodo attraverso il quale il lavoratore, rilevando il vasto ed articolato contesto aziendale, diviene contemporaneamente dipendente e socio. Altro suggerimento, invece, ci viene dato direttamente dal mai  attuato articolo 46 della Costituzione della Repubblica Italiana. Il suddetto recita testualmente: «Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.» E se non bastasse, oltre ad alcuni richiami del codice civile, abbiamo anche il ddl 1051 presentato in data 19 settembre 2013 e dal 17 giugno 2015 in corso di esame in commissione. Socializzazione delle imprese è il nome esatto con il quale identificare questo processo. La socializzazione (o cogestione) – strumento, da un lato snobbato da  un certo mondo di «sinistra», ma ormai da tempo accantonato o forse dimenticato anche dalla cosiddetta «destra sociale», non rappresenta, però, la panacea di tutti i mali. Oggi, per attuare il pensiero di olivettiana memoria – «socializzare e non statizzare» – bisognerebbe tenere presenti tre possibilità: 1) la progressiva sostituzione della macchina all’uomo nel contesto aziendale: la cogestione potrebbe essere una soluzione per evitare non solo il fenomeno della disoccupazione, ma anche e soprattutto la totale perdita del contenuto umano in seno alla fabbrica; 2) estendere la visione anche al contesto macro-economico, attraverso la proprietà popolare della moneta: finora la socializzazione è stata inquadrata solo nel contesto micro-economico; 3) la formulazione di un nuovo piano energetico nazionale, indispensabile anche ai fini della sovranità e dell’industria nazionale.
La linea di confine tra utopia e realtà è davvero sottile. Gli esempi di Albavilla e Messina hanno comunque dimostrato che, nell’era della globalizzazione e del turbocapitalismo, è ancora possibile, grazie ai lavoratori, superare lotta di classe ingiustizie.
FONTI
Pagina 13 – «La Verità» Martedì 13 dicembre 2016
http://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg17/attachments/dossier/file_internets/000/001/049/Relazione_nuovo_testo_ddl_n.1051.pdf
http://espresso.repubblica.it/attualita/2016/09/07/news/birrificio-messina-i-lavoratori-diventano-padroni-1.282316
Tags:

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *