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Famiglia (naturale): una realtà antropologica da tutelare – parte prima

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di Giorgio Arconte – Che cos’è la famiglia? Secondo una certa vulgata molto di moda negli ultimi tempi, famiglia è ogni tipo di relazione affettiva. Là dove c’è sentimento, là dove c’è amore ci sarebbe una famiglia. Seguendo questo ragionamento un po’ tutto diventa famiglia ma tutto, in filosofia, significa nulla! Se ci si pensa, anche nelle scienze emerge questa verità, per esempio in fisica la somma di tutte le forze è pari a zero. E scendiamo nel più pratico della quotidianità: si parla tanto di aiuti alle famiglie ma se tutto è famiglia a chi vanno questi aiuti? E se questi aiuti vanno a tutti, quanto sarebbero così inconsistenti da risultare inutili? Tutto è niente!
Ma ci sono anche altri ordini di problemi nel definire la famiglia basandola semplicemente sull’amore, infatti, di quale amore stiamo parlando? L’amore, come tutti i sentimenti, è una passione caduca, mutevole, dalle tante sfaccettature e tutte queste difficilmente “misurabili”. Ma quest’ultima cosa sarà rilevante in una successiva riflessione.
Che cos’è, quindi, la famiglia? La famiglia, intanto, non è un’idea sulla quale opinare ma è una realtà, antropologica, ben definita dalla natura, quindi immutabile, che ci viene data dalla nostra esperienza e riconosciuta dalla nostra ragione. Per averne una definizione possiamo leggere le descrizioni che ci vengono dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani  e dalla nostra Costituzione. La Dichiarazione ci dice che “la famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società”, ovvero la famiglia è la cellula sui cui si fonda ogni tipo di società. Che significa questo? Per spiegarlo usiamo le parole di un noto personaggio omosessuale, Domenico Dolce (di D&G): “tu nasci ed hai un padre ed una madre”. Tutti noi, appena nati, siamo catapultati all’interno di un contesto sociale originario che è la comunione dei nostri genitori, e questa piccola comunità (mamma + papà e poi anche figlio) precede, evidentemente, qualsiasi altra aggregazione sociale. Non è un caso che la Costituzione italiana strappa la famiglia da tutte le formazioni sociali (riconosciute all’art. 2) e le dedica un posto privilegiato nell’art. 29 in cui si “riconosce” la famiglia come “società naturale” fondata sul matrimonio. Questi evidenziati, sono passaggi molto importanti perché si ammette che lo Stato non istituisce la famiglia (o una tipologia di famiglia) ma la “riconosce” per quello che è e per come è già data, appunto una “società naturale” perché precede la formazione stessa dello Stato e fonda, così, la società organizzata in esso.
Tutto ciò implica un altro riconoscimento fondamentale. Si è detto che la famiglia è la cellula che fonda ogni società perché “tu nasci ed hai un padre ed una madre”. Questo significa che per avere una famiglia necessariamente abbiamo bisogno dell’incontro fra un uomo ed una donna perché solo da questo incontro può nascere la vita. Non tutto, allora, può essere famiglia ma può esserlo solamente quel nucleo che potenzialmente è aperto alla vita: famiglia è vita! Per questo non è possibile accostare alla famiglia nemmeno lontanamente altri tipi di unione che, seppur meritevoli di dignità, restano altro rispetto all’unione feconda fra un uomo ed una donna.
Per la seconda parte clicca qui

 

 

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