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Reddito di cittadinanza e fenomeno migratorio: facciamo un po’ di chiarezza

Politica Nazionale

Reddito di cittadinanza e fenomeno migratorio: facciamo un po’ di chiarezza

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di Francesco Marrara – Siamo in tempo di crisi economica e finanziaria, questo è un dato di fatto, purtroppo, consolidato da dieci anni. Su tutti i mass media nazionali, quasi giornalmente, possiamo ascoltare i pareri dei più autorevoli economisti ed esperti del settore che cercano di spiegare – attraverso teorie economiche più o meno condivisibili e dati statistici alla mano – le cause della recessione. Il problema occupazionale che attanaglia in modo particolare la società italiana potrebbe essere così sintetizzato: niente lavoro, nessuna maturazione della persona umana. Il lavoro, sostanzialmente, si trova a metà strada tra il mondo dell’istruzione e quello dell’economia: tra questi mondi, anziché esserci un nesso di corrispondenza, sussiste una totale dissonanza. Entrando nel merito del discorso, cercheremo di dare una risposta alternativa ad un articolo pubblicato lo scorso 5 gennaio sul blog de “Il Saccente”. Fin dal titolo – “Reddito di cittadinanza, un aiuto ai cittadini in tempi di crisi migratoria” – si possono trovare una serie di spunti interessanti per affrontare due temi di grandissima attualità quali, appunto, la crisi migratoria e il reddito di cittadinanza.
Innanzitutto, viene sottolineato come la causa principale inerente il fenomeno migratorio sia la ricerca del benessere economico. Si potrebbe essere sostanzialmente d’accordo con questa affermazione se in prima battuta venisse posto in essere il seguente quesito: chi ha causato gli spostamenti migratori? Sono proprio l’Europa e l’America – “poli attrattivi di chi cerca una vita migliore e un reddito più alto” – i maggiori responsabili di queste migrazioni indotte. Negli ultimi sedici anni, le crociate per esportare la democrazia a suon di bombardamenti all’ interno di quei Paesi che nel bene o nel male erano legittimamente sovrani, è stato un errore grossolano che peserà a vita sul groppone di tutto il mondo occidentale. Questo esercito industriale di riserva (Marx) rappresentato dai nuovi migranti, risulta essere un business molto succulento per tutti coloro i quali vogliano lucrare sulla vita di gente disperata ed abbandonata al proprio destino. Dunque, il cosiddetto benessere economico è palesemente a vantaggio di una sola parte: i trafficanti di esseri umani.
Come affrontare questa guerra tra poveri? “Bisogna intervenire economicamente, con dei sussidi a chi è colpito maggiormente dalle conseguenze delle migrazioni.” Aldilà di ogni considerazione di carattere prettamente contabile e statistico – molto caro agli esperti del mestiere – proviamo a ragionare in termini umani e comprensibili anche al semplice uomo della strada. Perché nei Paesi di immigrazione come l’Italia i salari sono sempre più bassi? La risposta è una sola: la mancanza di sovranità monetaria. Essa, avrebbe favorito la svalutazione monetaria, anziché quella salariale. Quest’ultima dettata dai dogmi dei mercati finanziari, i quali inducono gli Stati ad una sfrenata rincorsa verso la competitività. Evidentemente si tratta di un problema che potrebbe essere risolto a livello monetario, senza andare ad intaccare minimamente il depauperato mondo del lavoro. Quest’ultimo, infatti, avrebbe bisogno di nuova linfa vitale per poter essere rinvigorito mediante nuove tipologie di attività e mestieri in linea con le nuove dinamiche del tempo. Attenzione! Senza mai andare ad intaccare la dignità della persona umana. Tuttavia, per rimettere al centro della società la potenza del lavoro produttivo, bisognerebbe porsi un interrogativo categorico: di chi è l’euro?
Come intervenire? La soluzione che viene prospettata è la seguente: il reddito di cittadinanza. Errore da matita blu è utilizzare i termini “reddito minimo” “reddito di base” come sinonimi di questo concetto. Le principali colpe di questa “aberrazione linguistica” le ha chi ha fatto suo il cavallo di battaglia dell’onesta a tutti i costi. Ma cos’è effettivamente il reddito di cittadinanza? Di vitale importanza è la concezione di auritiana memoria: la moneta nasce di proprietà dei cittadini ed in quanto tale deve essere accreditata ad ognuno di noi sotto forma di reddito di cittadinanza. In poche parole, con l’attuale sistema la moneta è di proprietà della Banca Centrale Europea, la quale la concede in prestito agli Stati aderenti alla cosiddetta area euro, ricevendo come contropartita interessi derivanti dall’emissione di titoli di Stato. Il reddito di cittadinanza non è altro che un debito che si somma ad altro debito. Ecco perché, nella moderna visione, in molti lo utilizzano come escamotage per lasciare irrisolto il ben più necessario problema occupazionale.
FONTI
http://www.ilsaccente.it/2017/01/reddito-cittadinanza-un-aiuto-ai-cittadini-tempi-crisi-migratoria/
EURO E REDDITO DI CITTADINANZA
https://youtu.be/nN_Z9eoXAH0
https://youtu.be/sZDff4ACMjs
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