LOADING

Type to search

La neolingua del contropotere: appello ad intellettuali e professionisti impertinenti

Primo Piano

La neolingua del contropotere: appello ad intellettuali e professionisti impertinenti

Share
di Francesco Marrara – L’articolo di Diego Fusaro, apparso il 22 gennaio sul blog forzadelpopolo.org, suscita ampie riflessioni in merito alla missione per la quale Stanza 101 è nata: creare categorie nuove ed un linguaggio alternativo al pensiero unico dominante. Stanza 101 – realtà apartitica – ponendosi in maniera decisa al superamento delle dicotomie “destra” e “sinistra”, è concorde con quanto affermato dal giovane Fusaro poiché egli interpreta la linea d’onda tracciata già a suo tempo dallo scrittore G. Orwell. L’articolo in questione è un appello. Vuole essere l’auspicio per una possibile convergenza fra tutti quegli intellettuali, professionisti e gente impertinente, non allineata, affinché possa nascere una nuova sintesi anche di carattere prettamente linguistico.
Già nel secolo scorso, un personaggio del calibro di Gabriele D’Annunzio (per fare un esempio a noi vicino) lanciò una grande e innovativa campagna di modernizzazione della lingua italiana: furono coniati nuovi termini e riprese dalla tradizione latina motti e aforismi. Il tutto senza troppo svilire la gloriosa lingua di Dante Alighieri, considerato il padre dell’idioma italico. Ecco che nel XXI secolo Diego Fusaro ha capito perfettamente che bisogna ripartire dalla nostra identità nazionale la quale trova nella lingua il suo punto cardine. Il cosiddetto “Grande Fratello”, adottando una strategia di marketing e al tempo stesso di manipolazione mediatica, ha iniziato a diffondere un nuovo tipo di linguaggio che rischia di diventare un vero e proprio pericolo la mente del cittadino italiano. La lingua italiana – infarcita di inglesismi e termini coniugati al genere femminile – sta diventando sempre più uno strumento di dominio da parte di moralisti, benpensanti e salottieri di regime. Quest’ultimi continuamente sbeffeggiati con grande enfasi e stile dal critico d’arte Vittorio Sgarbi.
Sarebbe ora che intellettuali della levatura del giovane filosofo Fusaro, di Sgarbi,  Pietrangelo Buttafuoco e Marcello Veneziani, il gruppo de L’intellettuale dissidente e tanti altri, iniziassero a pensare ad una neolingua del contropotere. Fin quando lasceremo il monopolio della cultura nelle mani di pochi, il potere potrà fare di noi un bivacco di manipoli.
I giovani devono staccarsi dai vecchi stereotipi appartenenti alla una generazione sessantottina, devono piuttosto creare il loro “dizionario della neo-neolingua” affinché non siano più succubi di logiche preconfezionate non più in linea con i nostri tempi. Gli insegnamenti di Orwell saranno utili per tutti coloro i quali ne sapranno cogliere l’essenza del messaggio profetico. Ecco perché urge l’intervento di uomini culturalmente impertinenti.
FONTI
https://www.stanza101.org/index.php/2016-08-28-09-16-16/societa/45-quale-futuro-per-le-nuove-generazioni
http://www.forzadelpopolo.org/chiamiamo-le-cose-con-il-loro-nome/#more-449
https://youtu.be/watNNj7dzvs
Tags:

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *