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Che fine ha fatto l’Europa?

Politica Estera

Che fine ha fatto l’Europa?

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di Francesco Marrara – Con l’insediamento ufficiale di Trump alla Casa Bianca, si aprono nuove prospettive sul piano della geopolitica internazionale. Se da un lato, Stati Uniti e Russia sembrerebbero aver firmato tacitamente un patto di non belligeranza, dall’altro l’Europa risulta essere totalmente in balia degli eventi. Troppo interessati all’evoluzione delle ultime vicende avvenute oltreoceano, il Vecchio Continente è da tempo scomparso dai radar dei fenomeni storici, politici, sociali e culturali riguardanti le prerogative di casa propria. Dunque, che fine ha fatto l’Europa?
Interrogativo legittimo che purtroppo, almeno per il momento, non trova una risposta adeguata. O meglio, la risposta la si cerca ponendo lo sguardo sia verso gli USA del neo presidente Trump, sia ad est verso la Russia di Putin. Seppur realisticamente l’Europa è stata da sempre oggetto di influenze provenienti da questi due colossi mondiali, dall’altro essa dovrebbe iniziare a camminare con le proprie gambe e capire cosa vorrebbe fare da grande. Se pensiamo che Trump e Putin siano i salvatori della Patria, ci stiamo sbagliando di grosso: la mancanza di una leadership europea è un serio problema da dover affrontare nel più breve tempo possibile.
Gli Stati Uniti. Fattore non di poco conto è l’origine dell’attuale Unione Europea. Da poco più di un anno a questa parte, su quotidiani e riviste di una certa autorevolezza, circolano notizie in merito ai finanziamenti targati a stelle e strisce agli storici padri fondatori del progetto europeo. Per non parlare poi della moneta unica europea e della Banca Centrale Europea, entrambi rispettivamente specchio riflesso del dollaro e del Sistema Federal Reserve. Dunque, lo zio Sam non avrebbe alcun interesse a mollare la presa anche per ovvi motivi legati alla presenza delle basi Nato (113 solo in Italia) su tutto il territorio continentale.
La Federazione Russa. Denigrata da tutti i mass-media occidentali, l’orso grazie alle politiche adottate dai governi di Vladimir Putin, è ritornato agli antichi splendori dell’epoca zarista. Tuttavia, se da un lato negare questi grandi successi raggiunti negli ultimi anni sia in politica estera che interna significa essere in storicamente e moralmente in malafede, dall’altro un punto fondamentale non può essere trascurato. Chi pensa che Putin possa essere la panacea di tutti i mali dell’Unione Europea, fa un grosso errore. In primo luogo di carattere prettamente storico, poiché, sia la Russia degli Zar che quella Sovietica è stata una grande potenza Imperiale ed imperialista. In secondo luogo, questo tipo di Europa nel contesto di un utopico – almeno per il momento – progetto eurasiatico sarebbe esclusivamente uno stato satellite degli interessi cinesi e russi.
L’Unione Europea. L’attuale UE, fondata su una forma mentis economica e mercatistica, è in dirittura d’arrivo. Chi sostiene il contrario, dimostra di non aver alcun contatto con la realtà. Ecco perché bisogna pensare fin da subito alle contromosse. Una nuova Europa, fondata sui popoli, sulla giustizia sociale, sulle tradizioni, sulla cultura. Una nuova Europa come confederazione di Stati sovrani, i cui cittadini siano proprietari della propria della moneta. Una nuova Europa libera dal cancro americano. Una nuova Europa che – in un eventuale mondo multipolare – divenga “Impero di 600milioni di uomini” che osservi ad est non come vittima inerme, bensì come protagonista senza padroni.
Né USA, né Russia… o si fa l’Europa o si muore!
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