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“Qualcuno vuol soffocarvi”, l’urlo impertinente di una madre che scuote i giovani

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“Qualcuno vuol soffocarvi”, l’urlo impertinente di una madre che scuote i giovani

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di Giorgio Arconte – Il suicidio del ragazzo di Lavagna, scoperto con dell’hashish in casa, ha scatenato i sacerdoti del pensiero unico i quali, come in un copione già scritto, in questi giorni non stanno facendo altro che strumentalizzare questa tragedia per cantare odi alla legalizzazione delle droghe.
Come e perché l’uso della droga possa portare benefici a questi ragazzi ed alla società tutta, come e perché la liberalizzazione possa prevenire certi tragici fatti non è dato saperlo, l’importante è puntare un dito contro tutto ciò che limita un desiderio, o forse sarebbe meglio dire che il dito punta tutto ciò che educa il desiderio. Paul Bourget scrisse che «bisogna vivere come si pensa, se no, prima o poi, si finisce col pensare come si è vissuto», ed in questa frase spiega perfettamente a quale fine si prestano Saviano&Company: trasformare gli uomini, soprattutto i giovani, in individui isolati, fragili e docili alle esigenze del mercato, trasformare le persone nel consumatore perfetto.
La risposta a questo tentativo di utilizzare la tragedia di un giovane in uno strumento ideologico è, però, arrivata pronta, lucida e impertinente ai funerali del ragazzo dalla madre e continua a tuonare sulle coscienze dei tanti presenti e su tutti noi. Nell’ultimo saluto al figlio, questa donna ha voluto condividere il suo straziante dolore in un appello a tutti i giovani: «Vi vogliono far credere che fumare una canna è normale, che faticare a parlarsi è normale, che andare sempre oltre è normale. Qualcuno vuol soffocarvi». Invece, «diventate protagonisti della vostra vita e cercate lo straordinario. Straordinario è mettere giù il cellulare e parlarvi occhi negli occhi. Straordinario è avere il coraggio di dire alla ragazza ‘sei bella’, invece di nascondersi dietro a frasi preconfezionate». Straordinario è per questa madre l’ovvio, seppur oggi velato dai fumi del progressismo. Straordinario è uscire dall’egoismo dei propri desideri per costruire relazioni vere, reali e non virtuali.
Relazioni che presuppongono un’identità – propria – e un limite – l’altro – che insieme risultano essere l’incontro fra diversità, il loro confronto e l’assunzione di responsabilità. Di questo hanno bisogno i giovani per scaldare i propri cuori. Droghe e social-network non creano relazioni né costituiscono un progresso per la persona umana o il riconoscimento della sua dignità. Social e droghe costituiscono semplicemente dei cedimenti alla cultura consumistica che ha rivelato ormai il suo fallimento espresso in questa triste vicenda, insieme al recente suicidio del giovane trentenne di Udine e a tante altre storie disperate. La violenza economica, il piacere ridotto a puro soddisfacimento degli istinti in un’esaltazione della libertà sganciata da ogni responsabilità non possono riempire quel vuoto esistenziale che continua a crescere in questa società sempre più tecnologica ma che invece di liberare l’uomo lo rende schiavo delle proprie passioni e sempre più vulnerabile al condizionamento del marketing.
C’è ancora la speranza per una reazione e la possiamo già trovare sempre nelle parole realiste e coraggiose di questa madre che, nonostante il proprio dolore, dall’ambone di una chiesa ha squarciato quel velo ipocrita che continua ad ingannare i giovani ed il futuro di questa società votata all’autodistruzione: «Straordinario è avere il coraggio di dire ciò che sapete. Per mio figlio è troppo tardi ma potrebbe non esserlo per molti di voi, fatelo». E ancora, «In queste ore ci siamo chiesti perché è successo, ma a cercare i perché ci arrovelliamo. La domanda non è perché, ma come possiamo aiutarci. Fate emergere i vostri problemi».
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