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L’Intervista. Turrisi (Accademia della Libertà) “La neo-lingua tende a dare sempre nuovi significati ai nomi”

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L’Intervista. Turrisi (Accademia della Libertà) “La neo-lingua tende a dare sempre nuovi significati ai nomi”

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di Francesco Marrara – Stanza 101 inaugura le sue interviste ospitando Giuseppe Turrisi, uno dei fondatori di Accademia della Libertà. Gruppo autorevole che da anni svolge in rete una grande attività di libera informazione, Accademia della Libertà, opera anche nella realtà quotidiana con una serie di iniziative e denunce al Sistema.
Che cos’è Accademia delle Libertà?
«Definire qualsiasi cosa è sempre una operazione che de-limita e limita, ancor di più se si parla di libertà, ma per voler rispondere direttamente senza troppi giri di parole, è un centro studi ma anche un movimento che cerca di mettere in discussione il concetto di libertà nel contesto storico presente e passato e nelle varie coniugazioni che la natura umana si trova a dover vivere, sempre nella perenne scelta anche quotidiana di ciò che ci sembra giusto o sbagliato, o ancora meglio vero o falso.  Cosa è? È sostanzialmente un gruppo aperto di persone che vuole mettere a disposizione, ricerche, memorie, studi, testimonianze, denunce, esperienze, ma anche domande e ricerche di confine tenendo presente quell’idea innata che l’uomo ha nel suo cuore di cercare la libertà».
La parola libertà oggi è molto abusata e da sempre può assumere diverse sfaccettature e significati, addirittura spesso questa parola è veicolo di sopruso e intolleranza malcelati. Perché avete scelto proprio questa parola per caratterizzarvi e quale accezione date alla libertà?
«La riposta è in parte già nella domanda. La neo-lingua tende a dare sempre nuovi significati ai nomi, tanto più quando si parla di concetti astratti come ad esempio libertà, verità, democrazia, diritto. Nell’immaginario collettivo c’è l’illusione che abbiano la stessa “definizione” di fatto ogni individuo ha una propria “idea” di quel concetto astratto. Allora la sfida è proprio quella di cercare di riportare il significato delle parole, ma soprattutto del concetto che c’è dietro, al suo significato più reale e vero. Impresa questa ovviamente difficilissima, ma qualcuno ci deve anche provare.
Accademia nelle sue ricerche, interviste e dibattiti, vuole declinare il concetto di libertà dell’uomo nel contesto di una società organica. Nella sua accezione più ampia ovvero biologica, umana, psichica, sociale e spirituale. La libertà che già si differisce dal libertismo, oggi,  in un mondo al servizio dell’economia, viene scientemente confusa con il liberismo e neoliberismo. Questa confusione genera l’idea che chi è contro il neoliberismo è contro la libertà. Ovviamente questo è falso in quanto la libertà ha dei vincoli. Se questi non vengono rispettati non si ha è più libertà. Chi conosce la fisica meccanica sa perfettamente cosa sono i vincoli ed i gradi di libertà, l’assenza di vincoli – cosi come in meccanica – anche nella vita dell’uomo genera solo catastrofi. ovvero disordini. La libertà, anche se sembra un contro senso in un mondo di regole fisiche, è proprio quella di seguire dei vincoli al di fuori dei quali si genera solo disordine e catastrofe. […] La libertà per l’uomo non è assoluta ed infinità: essa ha delle regole (dei vincoli) che se l’uomo conosce vive bene, altrimenti, è una catastrofe. […] La libertà non è solo una caratteristica dell’individuo ma anche una funzione della società organica».
Nell’intestazione del vostro blog si legge “Accademia della Libertà – Per tutte le sovranità”, ci spieghi questo slogan?
« La frase nasce nel momento in cui alcuni movimenti popolari e  politici cominciavano – nel contesto della strategia della neo-lingua – a differenziare la sovranità come se questa fosse declinabile o scindibile. L’articolo 1 della Costituzione italiana parla di “sovranità”, ovvero, una ed una sola. La necessità di differenziare le sovranità nasceva da diverse esigenze e posizioni: una tra tutte quella di creare confusione al fine anche di dirottare l’attenzione su una declinazione della sovranità piuttosto che su un’altra, distogliendone i riflettori dal suo concetto “totale”. […] L’entrata nell’Unione Europea ci ha costretto a cedere segmenti di sovranità sempre più consistenti con il mantra del “ce lo chiede l’Europa” (Trattati Maastricht e Lisbona, MES, ecc.) , senza però avere elementi di sussidiarietà in contraccambio. Io mi associo ad un “ente sovranazionale” se c’è uno scambio di benefici, ma se l’UE per i singoli stati ha più costi che benefici, il recupero della sovranità diventa prioritario per ogni Stato: Grecia docet!».
Il mondo sta cambiando: la Brexit, l’elezione di Trump, l’avanzare dei cosiddetti populismi, l’incalzare delle migrazioni. Come ha detto Tremonti in una recente intervista, la fase della globalizzazione è finita, ed ha anche fallito. Con quali categorie, dunque, è possibile interpretare questo nuovo mondo nascente per poter rispondere alle sue nuove sfide?
«Domanda molto interessante: il mondo cambia in continuazione. Bisogna chiedersi se il verso in cui sta andando il mondo (modernismo, consumismo, neoliberismo, ecc) sia l’unico possibile oppure ci possano essere alternative. Alcune cose sono impossibili da fermare ma è necessario governale. Le linee guida per interpretare ogni nuovo fenomeno come quello della globalizzazione, sono sempre le stesse: quali sono i benefici, quali sono i costi. Questo cambiamento persegue il bene dell’intera umanità o solo di un gruppo di persone e spesso a danno di altre?! Se la globalizzazione ci impone la competizione selvaggia – che non fa altro che realizzare la macelleria della selezione sociale – allora vuol dire che dobbiamo certamente mettere delle regole non solo alla globalizzazione ma, ad ogni fenomeno che va nella direzione opposta a quello che è il rispetto dell’uomo e della comunità in cui vive. I cambiamenti ci sono sempre stati e fanno parte del tempo che scorre e sono indice di dinamicità. Occorre restare vigili per capire se questi cambiamenti vengono imposti e stimolati solo per spostare ricchezza da una parte all’altra del mondo oppure per spostare potere dal popolo al sistema. C’è sempre una parte di cambiamento che sfugge ad ogni controllo: quella del mondo dello spirito e del mondo delle idee. Quel cambiamento non ha barriere che possa fermarlo. Cito un famoso saggio “Si tu il cambiamento che vuoi vedere”. Se non vuoi subire il cambiamento partecipa affinché tu sia uno degli operatori del cambiamento».
Mentre si parla di “fake news”, Accademia della Libertà offre una gran servizio sia formativo che informativo, o meglio, contro-informativo. Quanto sono importanti internet e i social per costruire una rete ed un messaggio alternativi al pensiero unico?
«Internet  rappresenta ed è la quarta rivoluzione industriale, sociale e culturale. Come ogni cosa ha dei pro e dei contro. Per chi lo sa usare, rappresenta un mondo di opportunità poiché offre la possibilità di mettere a disposizione le proprie conoscenze e allo stesso tempo di attingere ad altra conoscenza. Il mondo della comunicazione è importantissimo per Accademia della Libertà. Le tematiche che noi trattiamo, anche ai confini della scienza, non avrebbero mai trovato spazio nel mainstream tradizionale come ad esempio la TV o la radio. Questi media devono rispondere ad un editore, a degli azionisti, a dei partiti politici, a degli inserzionisti che raramente fuoriescono dal mono-pensiero neoliberista/consumista. Riguardo al servizio formativo ed informativo, non pretendiamo di avere la verità in tasca: il nostro obiettivo è tracciare un percorso congiunto di ricerca e verità. L’intensione è quella di mettere in comune, esperienze, notizie, punti di vista».
La rete è sicuramente un’opportunità ma quali rischi deve affrontare chi usa questo canale?
«Come ogni cosa c’è sempre una doppia faccia, tutto dipende dall’uso o dall’abuso che se ne fa. La rete certamente nasconde molte inside soprattutto se si è neofiti internauti. Occorrerebbe una educazione all’uso della rete al di là delle molte censure che si vorrebbero adottare. […] I rischi sono tanti, anche perché in rete gira molta “spazzatura intellettuale”. In tal senso, bisognerebbe aumentare la capacità di discernimento nella ricerca delle notizie verificando le fonti. Quando c’era solo in mainstrem, l’utente medio si fidava cecamente della testata giornalistica autorevole: avveniva una sovrapposizione dell’autorità con la verità. Purtroppo avviene ancora oggi ma con Internet questo è in parte ancora vero. […] In internet c’è un over-load di informazione. La troppa informazione, spesso anche contrastante, purtroppo, genera confusione. […]Inoltre, rischiamo di bruciare la vita reale dedicando la maggior parte del nostro tempo alla navigazione in Internet con un’identità digitale, spesso schizofrenica, difforme da quella reale».
Quali sono i progetti che Accademia della Libertà ha in cantiere?
«I progetti potrebbero essere tanti, ma per realizzarli servono persone vere e non virtuali, serve coraggio e soprattutto costanza. Il progetto più importante al momento è quello di resistere e sopravvivere al bavaglio posto al pensiero alternativo. […] Poi c’è il progetto politico di “Sovranitalia” che vorrebbe dare una prospettiva programmatica volta al benessere dell’Italia e dei suoi cittadini. Ci piacerebbe allargare anche la base dei partecipanti attivi di e di coloro che gratuitamente vogliono mettere in discussione ogni architettura e sovrastruttura che opprime l’uomo in nome di alcune ideologie (Neoliberismo e New-Age) che lo hanno trasformato in un consumatore. Un altro progetto, anche se ancora prematuro, è la formazione di un network alternativo di buona forza mediatica che contenga opinioni differenti ma allo stesso tempo convergenti nel rispetto della vita e dell’uomo… Noi siamo qui».
Un pensiero per i giovani italiani.
«Abbiate sempre la curiosità della vita e delle cose, curate lo spirito, non vi fermate. Amate il mondo, abbiate un pensiero positivo, mai cadere nella tentazione della paura, della disperazione, della depressione, tutto questo porta alla morte. Noi un po’ più grandicelli non dobbiamo commettere l’errore di dirvi cosa fare, piuttosto dobbiamo darvi l’esempio di come essere. Il futuro è vostro noi possiamo solo darvi delle dritte. Cosa fare lo dovete decidere voi con il vostro cuore, con  la vostra anima, con il vostro spirito.  Non abbandonate mai l’unica linea guida che deve fare da binario: il rispetto della vita in ogni sua forma. Qualcuno diceva “gli altri siamo noi”. Ognuno di noi dovrebbe vedere nell’altro il Dio rivelato. L’incontro con l’altra vita è la cosa più sacra che possa esistere».
La video-intervista completa: https://youtu.be/eBmk8Riueuo
Il blog di Accademia della Libertà: http://accademiadellaliberta.blogspot.it/
Il canale Youtube di Accademia della Libertà:
https://www.youtube.com/channel/UCKrD9DLfd08XRlqvrxiHOMg
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