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Cultura

Il libro. L’ubbidiente democratico, come la civiltà occidentale è diventata preda del politicamente corretto

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di Giorgio Arconte – L’ubbidiente democratico è un piccolo libricino, pubblicato dall’Idrovolante Edizioni, in cui l’autore – Luigi Iannone – con precisione e piglio ironico è capace di svelare nei suoi capitoli diversi «pezzi», anche banali, di ordinaria, quotidiana e collettiva adesione alla dittatura del pensiero unico.
Una narrazione che parte da memorie personali per poi snodarsi sul presente con fatti di cronaca e di costume, fino a concludersi con una insolente, pacata e arguta riflessione su democrazia e libertà, termini così abusati che se «si vuole rendere forbito l’eloquio e permanere nella schiatta dei corretti politicamente, basta citarli una volta ogni trenta secondi e si è salvi. Da quel momento ci si può appuntare al petto ogni tipo di medaglia tanto è il decoro pubblico che si acquista. Ma è proprio grazie a questi due concetti che si possono dispiegare con tutto il loro armamentario ideologico quei fronti culturali, sociali e politici» di cui ci parla Iannone.
L’intento di questo libro, impertinente sin dal titolo, è «di misurare quanto sia marcato nelle singole vite e nei percorsi collettivi il nostro grado di assuefazione al conformismo» ma forse risulterà ancora più utile come manuale per riuscire ad argomentare fra amici, parenti e colleghi e instillare in loro quel dubbio catartico di vivere una vita ed un pensiero non propri. Troppo spesso, di fronte al massiccio bombardamento mediatico al quale tutti siamo continuamente sottoposti, si è portati a reagire con rabbia e stizza. Una risposta comprensibile ma assolutamente inutile e dannosa. Per riuscire a scatenare quella scintilla capace di accendere interrogativi “scorretti” e sollevare un accenno di reazione, non serve scadere nella polemica anzi, si rischia solo di spaventare un interlocutore che ha comunque bisogno della tranquillità delle proprie certezze in un mondo che lo avvolge nella precarietà. Per fare breccia su un animo libero bisogna accompagnarlo nella riflessione, con puntualità ma anche con una forte dose di ironia come sapientemente Iannone sa fare nel suo libretto.
Si parte dalla propria esperienza personale, che non è poi tanto diversa da quella del nostro autore. Chi ha fra le mani L’ubbidiente democratico, infatti, molto probabilmente ha condiviso, e continua a farlo anche da generazioni differenti, un mondo politico e culturale che è stato costretto alla critica impertinente continua. Una posizione che, per certi versi, mortifica perché costringe ad occupare un angolino dal quale si fatica ad uscire, ma anche una posizione privilegiata perché da l’opportunità di avere una prospettiva diversa e, paradossalmente, più libera, purché non si scada in un’inutile e sciocca vanità. È un rischio molto ricorrente, per questo partire dalla propria esperienza personale e ricordarsi del piccolo e minoritario angolino nel quale si è relegati è condizione necessaria per restare umili e, allo stesso tempo, molto concreti. E irridere! Ironizzare tanto!
Con affetto canzonare quel nostro prezioso angolino e con sagacia mordente farsi beffe del mondo degli uguali per scalfirlo pezzo dopo pezzo. Se è vero, come è vero, che il conformismo è lo spirito del nostro tempo tanto che ci ha talmente «inghiottiti» da non aver bisogno più del terrore per mantenere il suo dominio, è altrettanto vero che anche qualsiasi reazione rabbiosa resterebbe altrettanto inefficace. E allora… una risata li seppellirà!
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