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Il libro. Le Pen, la donna che spaventa l’Europa

Cultura

Il libro. Le Pen, la donna che spaventa l’Europa

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di Francesco Marrara – I pamphlet de “Il Giornale” sono diventati, ormai da qualche tempo, delle vere e proprie miniere per tutti coloro quali vogliano costruirsi un pensiero impertinente, forte e libero dal politicamente corretto. Tratteremo grazie a Marco Valle una tematica “fuori dal coro” e ricca di spunti di riflessione. Stiamo parlando della dama nera della politica francese Marine Le Pen e del suo partito, il Front National.
Una volta ricevuto il consenso da Giorgio Almirante nell’adozione della fiamma tricolore come simbolo del partito, Jean Marie Le Pen – fondatore del Front e padre di Marine – a partire dal 1973, iniziò la sua lunga carriera politica fatta di alti e bassi. Con l’inizio del XXI secolo, Jean Marie iniziò a capire che la politica stava cambiando direzione: occorreva una svolta. Svolta arrivata al congresso di Nizza dell’aprile 2003 quando le Chef incoronò la figlia – senza non poche critiche da parte dei più intransigenti – vice presidente del Front. Nel 2011 ne divenne la presidentessa.
Il Fronte Nazionale dalle primordiali posizioni di destra nazional-conservatrice, caratterizzata da un anticomunismo viscerale e da proteste fiscali – l’immigrazione era un tema secondario – iniziò a orientarsi verso il progressivo superamento delle vecchie categorie “destra-sinistra”; una critica serrata alla globalizzazione; una presa di posizione netta nei confronti dell’immigrazione incontrollata, con un’apertura nei confronti degli immigrati veramente integrati, i cosiddetti “francesi per scelta”; la messa in discussione dell’appartenenza della Francia alla Nato e all’Unione europea, nonché la volontà di ritornare alla sovranità monetaria attraverso l’abbandono della moneta unica europea. Sono questi alcuni dei 144 punti focali che caratterizzano il programma elettorale frontista.
La lunga cavalcata verso l’Eliseo si preannuncia piuttosto ardua per la signora Le Pen. Al primo turno è riuscita ad ottenere il 21,3% contro il 24,01% del candidato indipendente Emmanuel Macron, ex funzionario della banca Rothschild, già ministro dell’economia, dell’industria e del digitale nel secondo governo socialista di Hollande-Valls. Al secondo turno, probabilmente riuscirà a spuntarla proprio Macron, tuttavia la Le Pen sta cercando di allargare i propri consensi anche a quel popolo cattolico e conservatore che non si riconosce negli slogan e nella politica del marketing del “Renzi di Francia”.
Chi inquadra il “fenomeno Le Pen” nonché il soggetto politico protagonista di queste ultime elezioni francesi – ovverosia il Front National – all’interno delle categorie e delle sovrastrutture facenti capo al secolo scorso, rischia di non comprendere il come ed il perché dell’irresistibile ascesa della donna che ha ridisegnato la “destra” francese. Sempre più vicino alla vecchia classe operaia, un tempo roccaforte di voti per la cosiddetta “sinistra”, il Front National è riuscito a radicarsi in profondità all’interno del tessuto sociale francese. In Francia, grazie al Front National e alla figura della giovane deputata Marion Le Pen – nipote di Marine – sta nascendo una nuova classe politica di giovani patrioti di “destra” e di “sinistra” che rifiutano il modello progressista sessantottino ormai divenuto a tutti gli effetti l’altra faccia del capitalismo. Poco importa se Macron, riuscirà a spuntarla in questa tornata elettorale, il futuro è dalla parte di questi giovani francesi! Nel prossimo avvenire la battaglia delle idee prevarrà su quella dei numeri e dei risultati elettorali. Perseveriamo!
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